Dossier

Obesità e nuove terapie

Ambiente o DNA?

I geni coinvolti nel metabolismo sono tantissimi, alcuni di questi hanno delle varianti che correlano con la tendenza ad ingrassare. E’ probabile che si siano affermate perché conferivano un vantaggio ai nostri antenati, permettendo di accumulare nel tessuto adiposo energia per i periodi di carestia. Il tessuto adiposo permette di conservare le risorse energetiche in una forma stabile e relativamente piccola. Infatti, le molecole di grasso accumulano molta più energia nei loro legami rispetto ad altre molecole, come gli zuccheri.

Quello che in passato era sicuramente un vantaggio ora è, probabilmente, uno dei crucci più grossi di chi ha tendenza ad ingrassare facilmente. Oggi difficilmente saltiamo il pasto per più giorni di seguito, se non per scelta, e conduciamo una vita più sedentaria dei nostri antenati.

Le statistiche narrano di una popolazione mondiale in cui l’incidenza degli obesi raddoppia in meno di venti anni, un tempo troppo breve per chiamare in causa un cambiamento genetico di popolazione, che richiede migliaia di anni.

Quindi, la genetica nella maggior parte dei casi ha un ruolo marginale, di predisposizione. Le cause principali dell’obesità vanno ricercate nell’alimentazione eccessiva, con un elevato contenuto di grassi, e alla scarsa attività fisica.

Ciononostante, esistono casi particolari in cui è presente una vera e propria alterazione genetica che causa l’insorgenza di obesità già nei primi mesi di vita. In questo caso l’alterazione riguarda più geni (anche sei diversi) ed è molto difficile da trattare. Ad ogni modo, si tratta di una condizione molto rara, sempre associata ad obesità che compare nel neonato o nel bambino con non più i due-tre anni.

L’obesità può essere causata dalla presenza di altre patologie che influenzano il metabolismo, come l’ipotiroidismo, l’ipercortisolemia, il nanismo e di alterazioni nella ghiandola che controlla il senso di sazietà (l’ipotalamo).

Per quanto riguarda la dieta, sembra essere un fattore meno importante tra le cause innescanti. Tra i punti critici, l’aumento del consumo di cibi ad alto contenuto di grassi e le bevande zuccherate.

Fattori minori riguardano lo svezzamento precoce, l’incitazione eccessiva a mangiare di più nei bambini.

Per quanto riguarda il comportamento, alcuni studi epidemiologici puntano il dito contro la televisione, che oltre ad avere un effetto di assuefazione e dipendenza che mantiene seduti per ore, veicola una tempesta pubblicitaria alimentare che solletica le papille gustative con suadenti immagini di merendine e altri cibi appetitosi e calorici. Più controversi i dati sull’utilizzo di internet e di altri dispositivi elettronici che favoriscono la sedentarietà.

Infine, possono contribuire all’accumulo di peso anche l’assunzione di alcuni farmaci, come glucocorticoidi, gli antipsicotici e alcuni antiepilettici (è necessario precisare che in genere questi farmaci peggiorano ma non causano primariamente l’obesità).

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