Dossier

Cinque tappe nella quarta dimensione: agli abitanti dello spazio tridimensionale

La visione della sfera

La svolta narrativa di Flatlandia è data dal sogno nel quale il Quadrato vede la Sfera e viaggia con lei nello spazio. Qui il Quadrato e il lettore iniziano a scoprire esplicitamente e in modo dichiarato cosa significa l'esistenza di un mondo a una, due, tre dimensioni. Oltre non vanno, perché Abbott ricorre all'espediente di far indignare la Sfera all'ipotesi, avanzata dal quadrato, che esistano altre dimensioni.

Figura 6 di 'Flatland' di Edwin A. Abbott Al di là dell'indignazione ottusa della Sfera, rimane il fatto che il Quadrato vede un'ulteriore dimensione, si muove in una direzione nuova, esterna al suo mondo, a Flatlandia. Scopre che questa direzione non è una sola (non esiste la terza dimensione!) ma che è una terza possibilità di movimento che si combina con le due già possibili in Flatlandia.

Scopre anche che l'orientamento non è un fatto assoluto: destra e sinistra hanno senso nel piano, ma se il piano sta in uno spazio a tre dimensioni, destra e sinistra sono solo due posizioni diverse di uno stesso oggetto. Lo stesso succede con dentro e fuori. Un movimento nello spazio tridimensionale rende possibile superare quello che era un ostacolo invalicabile in Flatlandia.

La Sfera stessa tocca l'interno del Quadrato, il suo stomaco, le sue interiora, creandogli un senso di fastidio e stupore facilmente intuibile. Nulla in confronto alla tremenda sensazione che prova quando lo capovolge come un guanto invertendogli la parte sinistra del corpo con quella destra.

Nel racconto, Abbott Quadrato capisce e mostra come sia necessaria la visione da un mondo superiore ed esterno per capire profondamente quali sono le proprietà che dipendono dalla dimensione dell'ambiente in cui si vive.

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