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Notizia del 12/12/2006

La banda dei terahertz

Fra le microonde e la radiazione ultravioletta

Migliorare gli standard di sicurezza riuscendo a scrutare sempre meglio il contenuto dei bagagli o di quello che ci si porta addosso quando si attraversa un porta scanner negli aeroporti, o come accade sempre più spesso, in molti luoghi pubblici ad alta frequentazione: questa è solo una delle possibili applicazioni legate all'utilizzo delle frequenze comprese tra i 300 GHz (gigahertz) e i 10 THz (terahertz) dello spettro elettromagnetico. Ma lavorare con queste frequenze è difficile poichè non possono essere gestite dalle apparecchiature elettroniche convenzionali per via della frequenza eccessivamente elevata ma nel contempo hanno frequenze troppo basse per essere gestite dalle apparecchiature ottiche.

Di recente un gruppo di ricercatori del Los Alamos National Laboratory ha pubblicato su Nature uno studio con il quale comunicano di essere riusciti a mettere a punto un metamateriale che consente di manipolare segnali entro questo intervallo di frequenza. I metamateriali hanno proprietà elettromagnetiche che non si trovano in natura e sono costituiti da strutture ripetitive di induttori e condensatori.

L'uso delle frequenze terahertz sarà applicato anche allo studio dei moti rotazionali e vibrazionali delle molecole e della radiazione cosmica di fondo nella quale dovrebbero essere presenti.

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