Notizie

Notizia del 22/04/2008

Un laboratorio virtuale italo-cinese per la fisica

E’ stato firmato a Roma, nella sede dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, un accordo di cooperazione tra l’Accademia Cinese delle Scienze e l’INFN. L’accordo riguarda diverse attività di ricerca, dagli acceleratori di particelle alla fisica delle particelle fino al settore astroparticellare. La cooperazione riguarda anche tutte le tecnologie collegate con questi studi.

Si realizza, in pratica, una sorta di “Laboratorio virtuale” che non si limita allo scambio di giovani ricercatori, ma si estende alle tecnologie, agli strumenti e alle informazioni. Verrà istituito anche un “Joint Standing Committee” che verificherà ogni anno come procede la cooperazione nel “Laboratorio virtuale”, determinandone inoltre il budget.

Il laboratorio, tra le altre cose, si occuperà di ricerche ad altissima tecnologia come il Laser ad elettroni liberi (FEL), la cura dei tumori attraverso l’adroterapia, macchine acceleratrici di particelle ad altissima luminosità, il futuro acceleratore internazionale di particelle ILC, nuovi rivelatori per esperimenti. E poi ancora, la cooperazione nella ricerca sulle particelle provenienti dal cosmo, con la continuazione di esperimenti come Argo (in Tibet), AMS (che andrà sulla stazione spaziale internazionale), CUORE (che si sta realizzando sotto il Gran Sasso), la ricerca sui neutrini di Dayabay. Infine, si lavorerà insieme sulla espansione del “secondo Internet”, cioè la rete di supercalcolo GRID, sulle reti e sui sistemi di controllo.

“Come è nella tradizione della fisica – ha commentato il presidente dell’INFN Roberto Petronzio – anche nei momenti di tensione internazionale la ricerca scientifica tiene aperte le porte del dialogo e della cooperazione. Va citato ad esempio l’esperimento italo-cinese Argo YBJ a 4400 metri in Tibet, che da anni viene realizzato da scienziati italiani e cinesi di varie regioni, inclusa la regione tibetana. Questo accordo di cooperazione prevede la collaborazione tra tutte le strutture dell’INFN e sei grandi istituti cinesi coordinati dall’Istituto per le alte energie di Pechino. E’ la dimostrazione dell’importanza strategica delle ricerche in questi settori della conoscenza, che con le loro impressionanti ricadute tecnologiche investiranno i futuri mercati dell’hi tech”.

Suggerimenti