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Notizia del 27/06/2012

Trasformare il legno in ossa umane: la favola di Pinocchio diventa realtà.

 

Aveva avuto una visione sul futuro il buon Collodi, immaginando che il suo burattino di legno potesse trasformarsi in una creatura in carne e ossa.

Sulla base dei risultati della ricerca svolta da Andrea Ruffini dell'Istituto di scienza e tecnologia dei materiali ceramici (Istec) del Cnr, infatti, è possibile trasformare chimicamente porzioni di legno senza alterarne la struttura organizzata di partenza per la realizzazione di impianti per la medicina rigenerativa nel settore della chirurgia ortopedica-traumatologica.   La sostanza organica che costituisce il legno, come ad esempio la cellulosa o la lignina, viene convertita a livello molecolare nella fase minerale dell'osso umano, idrossiapatite o calcio fosfato.

Sono state selezionate piante dalle caratteristiche microstrutturali identiche a quelle dell'osso: in particolare, per sostituire porzioni di osso spongioso è stata utilizzata la canna di rattan, mentre per intervenire sull'osso corticale è risultato idoneo il legno di quercia.

Oggi in commercio sono presenti impianti realizzati con materiali metallici o ceramici. I vantaggi del legno derivano dalle proprietà rigenerative di tale impianto, che, avendo una struttura e composizione simile a quella dell'osso umano entro un certo tempo dall'intervento, viene sostituito da parte delle cellule con tessuto osseo del paziente che non ne percepisce più la presenza. Le protesi attualmente in uso, dopo 15-20 anni devono invece essere sostituite per usura.

Ora si aspettano le conferme a seguito dei trial clinici sull'uomo.



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