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Notizia del 07/03/2007

Torino ricorda la scoperta dei neutrini

Vent’anni fa veniva fatta una delle più importanti scoperte della fisica contemporanea: la prima rilevazione del segnale di un neutrino proveniente dallo spazio profondo. Oggi l'universita' di Torino si prepara a festeggiare quel passo fondamentale per la scienza. Lo fara' venerdi' 9 marzo nel convegno organizzato dal Dipartimento di Fisica Generale dove verranno ricordati anche quei momenti emozionanti.

Il 23 febbraio 1987, alle ore 02.58 (Tempo Universale), l'esperimento Liquid Scintillator Detector in funzione nel tunnel del Monte Bianco rivelava per la prima volta un segnale neutrinico da collasso stellare.

L'esperimento era realizzato dall'Istituto di Cosmogeofisica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Torino (ora Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario dell'Istituto nazionale di Astrofisica), in collaborazione con l'Istituto di Ricerche Nucleari dell'Accademia delle Scienze dell'allora Unione Sovietica. Era una rivelazione molto particolare, quella fatta nel laboratorio sotterraneo del Monte Bianco, perche' il pacchetto di neutrini era stato evidenziato in modo automatico dall'apparato sperimentale, senza la necessita' di complicate analisi o pulizia dei dati sperimentali.

Il collasso stellare registrato nell'esperimento condotto in Italia aveva generato la Supernova SN Shelton 1987, nella Grande Nube di Magellano, osservata il giorno successivo in Cile, dai telescopi dello European Southern Observatory (ESO). Lo stesso evento era stato rivelato, seppure in modi diversi, da altri tre esperimenti: l'esperimento Kamiokande condotto in Giappone, l'IMB negli Stati Uniti e l'esperimento condotto a Baksan, nell'ex URSS.

Per gli esperti non ci sono subbi che quel 23 febbraio 1987 abbia segnato l'inizio dell'Astronomia neutrinica sperimentale al di la' del Sistema solare.

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