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Notizia del 15/07/2008

Semaforine e cancro: quando i buoni diventano cattivi

La semaforina 3B (SEMA 3B) è una proteina dotata di attività anti-proliferativa, utile quindi in apparenza a contrastare la crescita tumorale. Nella realtà, grazie al lavoro condotto nel laboratorio diretto dal Professor Luca Tamagnone, dell'Istituto di Ricerca e Cura del Cancro di Candiolo, e pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of Experimental Medicine, si è scoperta la doppia faccia di questa proteina.

Se da un lato SEMA 3B inibisce la moltiplicazione delle cellule cancerogene, limitando quindi l'espansione del tumore primitivo, dall'altro i tumori nei quali si registrano alti livelli di SEMA 3 B sono molto più aggressivi nella loro capacità di invadere i tessuti circostanti e di dare origine a metastasi a distanza. Ovvero: viene circoscritta la dimensione del tumore originario, ma si espande il numero di neoplasie in altre parti del corpo.

Il meccanismo è legato al fatto che SEMA 3B funge, nella sua veste di "cattivo", come mandante, inducendo le cellule tumorali a liberare una sostanza infiammatoria, l'interleuchina 8, che attrae all'interno del tumore alcuni tipi di globuli bianchi richiamandoli dal circolo sanguigno. A loro volta, i globuli bianchi producono altre molecole che stimolano la disseminazione delle cellule tumorali; ad esempio, producono enzimi che distruggono i tessuti intorno alla neoplasia - in modo da favorire l'infiltrazione delle cellule cancerose - e fattori di crescita che producono nuovi vasi sanguigni allo scopo di fornire ossigeno e nutrimento al tumore e facilitare la penetrazione delle cellule nel flusso circolatorio.

I ricercatori sono riusciti a prevenire la formazione delle metastasi inibendo l'attività dell'interleuchina 8, cioè disarmando il sicario che, istigato da SEMA 3B, rende i tumori più aggressivi e maligni. Questo lavoro suggerisce che farmaci in grado di bloccare SEMA 3B o l'interleuchina 8 potrebbero rivelarsi utili per contrastare il processo di metastatizzazione, che più di tutti gli altri segna negativamente la prognosi delle malattie neoplastiche.

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