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Notizia del 21/07/2011

Scoperte due molecole alla base della memoria

 

Si deve a una ricercatrice italiana, Cristina Alberini, professoressa di neuroscienze al Mount Sinai Medical Center di New York, la scoperta di due fattori fondamentali nella formazione della memoria a lungo termine.

Studi passati avevano verificato il ruolo di alcuni fattori trascrizionali, chiamati C/EBP, nel mantenimento della memoria a lungo termine. Per questo motivo la ricerca è partita dallo studio delle proteine regolate da C/EBP, in particolare l’IGF2 (fattore di crescita insulino-simile).

Da un primo esperimento è emerso il ruolo determinante della proteina sulla memoria: i valori di IGF2 aumentavano durante il processo di memorizzazione, la rimozione del fattore IGF2 attraverso un inibitore faceva sì che la memorizzazione non avvenisse, mentre, se somministrato dall’esterno, dava luogo a una memoria migliore e più duratura.

Una seconda scoperta ha rivelato il ruolo del lattato, una molecola presente solo in un particolare tipo di cellule del cervello, gli astrociti. I risultati, analoghi a quelli del primo esperimento, hanno mostrato che durante la memorizzazione i valori di lattato aumentavano, la sua inibizione impediva il processo di memorizzazione, mentre la somministrazione rafforzava la memoria.

I due studi, pubblicati sulle riviste “Nature” e “Cell”, offrono un grande contributo alla conoscenza dei processi di formazione e mantenimento della memoria e potrebbero rivelarsi particolarmente importanti per la diagnosi e la cura di malattie come l’Alzheimer.

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