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Notizia del 14/01/2002

"Rattoppare" il cuore malato

Dal midollo osseo le nuove speranze per gli infartuati

Cuore rattoppato Le malattie cardiovascolari rimangono la prima causa di morte in tutto l'occidente, e l'infarto cardiaco è una delle manifestazioni più comuni.

Dopo un infarto il cuore si presenta con una zona lesionata di cellule morte, dovute alla mancata irrorazione sanguigna che porta l'ossigeno, molecola vitale.

Infarti successivi conducono ad alterazioni sempre più importanti delle pareti cardiache che alla fine cedono conducendo a morte.

Da numerosi anni medici e ricercatori tentano di trapiantare in queste zone alterate delle cellulle funzionali che sostituiscano quelle morte, analogamente a quello che fa una sarta quando rattoppa i vestiti.

I risultati raggiunti finora non permettono ancora di eseguire questo "rattoppo" nell'uomo ma ben due studi sono risultati molto promettenti.

In entrambi sono state prelevate delle cellule del midollo osseo poi inserite nel cuore malato o nel torrente circolatorio, ottenendo un recupero sostanziale della funzionalità cardiaca.

Nel primo studio, svolto alla Columbia University di New York, i ricercatori hanno estratto una particolare sottopopolazione (gli "angioblasti") dal midollo osseo umano. Hanno quindi iniettato queste cellule nella coda di ratti.

Gli angioblasti sono migrati attraverso il torrente circolatorio fino al cuore portando alla formazione di nuovi vasi snguigni.

I ricercatori hanno osservato un incremento di funzionalità cardiaca del 30-40%.

Nella seconda ricerca è stata selezionata, sempre dal midollo osseo, un'altra popolazione di cellule multipotenti.

Le cellule di questa popolazione sono state inserite direttamente all'interno di un cuore ischemico di topo.

Sorprendentemente non solo hanno attecchito ma hanno dato luogo a vasi sanguigni e tessuto muscolare in grado di contrarsi e portando quindi ad un miglioramento della funzione del cuore.

Nonostante molte questioni per l'applicabilità di questa tecnica all'uomo rimangono ancora in sospeso, i ricercatori di questi studi affermano che i risulatati ottenuti fanno sperare che questa tecnica possa essere di beneficio anche per l'uomo.

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