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Notizia del 03/09/2007

Prove di stoccaggio della CO2 nel sottosuolo

Si trova in Germania a Ketzin una struttura pilota per lo stoccaggio del biossido di carbonio ad una profondità di circa 8oo metri. La CO2, in questo caso derivante da un processo di generazione di energia nel sottosuolo, verrà iniettata, per i prossimi due anni, in un ambiente acquifero salino posto al di sotto di un sito di sfruttamento di gas naturale. La struttura, nella quale verranno sperimentate diverse tipologie di iniezione dell’anidride carbonica, sarà anche in grado di fornire notizie sulla stabilità del gas immagazzinato nel lungo termine e sulle reazioni che esso potrà produrre sull’ambiente circostante, perciò su minerali, fluidi e microrganismi. Se i risultati della prova saranno soddisfacenti, si prevede di utilizzare il tipo di impianto nelle previste quindici centrali elettriche che l’Unione Europea ha in cantiere per il 2015 per far fronte alla crescente richiesta di energia.

Anche in Italia è stata annunciata nel novembre scorso la realizzazione di un impianto pilota per la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica. Ne saranno artefici l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con l'ENEL (ENEL Ricerca di Pisa). In questo caso, il sito potrebbe essere ancora un acquifero salino posto, con le dovute garanzie di sicurezza, “entro costa o subito fuori costa nel Mar Tirreno o il deposito carbonifero profondo di Ribolla” ( http://www.ingv.it/comunicati-stampa/2006%20mondo/141106_nairobi.html).

Il sequestro e lo stoccaggio “geologico” della CO2 potrà rappresentare una delle alternative possibili, a costi accettabili, per ridurre le emissioni globali di gas serra.

Per approfondimenti:

http://www.co2sink.org/

http://www.enel.it/azienda/ricerca_sviluppo/dossier_rs/piano_ambientale/cattura_sequestro.asp