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Notizia del 26/01/2010

Premio Galileo: ecco i cinque finalisti

Ecco la cinquina selezionata dalla Giuria scientifica, dopo cinque votazioni e alla presenza, oltre che delle autorità, anche della classe IV del liceo scientifico E. Curiel di Padova e che andrà ora al giudizio della Giuria popolare, composta da circa 2.500 studenti delle IV superiori di tutte le Province italiane.

“I Geni altruisti. Come il DNA può essere usato per migliorare la nostra vita” di Gabriele Milanesi (Mondadori, 2009). Si crede spesso di saper molto sui geni, sui cloni sui transgenici, sugli OGM. E’ il caso di fare un po’ di chiarezza. Gabriele Milanesi lo fa con grande competenza e semplicità, indicando in particolare i fattori di positività e l'impatto reale delle più recenti biotecnologie su medicina, agricoltura e ambiente.

Altro finalista “I vaccini dell’era globale” di R. Rappuoli e L. Vozza (Zanichelli 2009). Un viaggio attualissimo nel mondo dei vaccini, una questione di scottante attualità con numerosi e conclamati fallimenti della propaganda e dell’informazione. I germi viaggiano in jet, ignorano i controlli di frontiera e sviluppano resistenze contro le terapie correnti. Un volume che evidenzia come le nuove vaccinazioni sono più efficaci, sicure ed economiche di quelle del passato.

“Il fascino della matematica. Un viaggio attraverso i teoremi”, di Antonio Ambrosetti (Bollati Boringhieri 2009) è il terzo finalista. Ci vergogniamo ad ammettere che non conosciamo Dante o Picasso ma a volte si prova addirittura “orgoglio” a confessare assoluta ignoranza della matematica. Questo libro si rivolge a un pubblico di non addetti ai lavori, con una divulgazione “alta”, come hanno ribadito alcuni componenti della Giuria, nell'intento di far assaporare al lettore curioso e bendisposto il fascino di alcune teorie matematiche, con linguaggio chiaro e puntuale.

Tra i selezionati anche “La Guerra dei Buchi Neri” di Leonard Susskind (Adelphi 2009). Materia angosciante, quella dei buchi neri e per qualche tempo ai fisici si è prospettata addirittura la possibilità che questi vortici cosmici, ricavati dalle equazioni di Einstein, fossero divoratori di ordine e di informazione, oltre che di materia. Così la pensava Hawking e questo a Susskind appariva come una dichiarazione di guerra. Se Hawking aveva ragione, infatti, sarebbe stata la fine del determinismo quantistico, la violazione del fondamentale principio secondo il quale anche nell'informazione nulla si crea e nulla si distrugge. Con questo libro Susskind vince la “sua guerra”.

Infine, “La lettera di Pascal. Storia dell’equazione che ha fondato la teoria della probabilità”, di Keith Devlin (Rizzoli 2008). Blaise Pascal, in una lettera all'amico Pierre de Fermat, si addentrava in un affascinante labirinto concettuale: il cosiddetto problema del gioco incompiuto. La questione è semplice: se una partita a dadi viene interrotta prima che uno dei due giocatori vinca, come va suddivisa la posta? La risposta è banale solo in apparenza. La discussione tra i due intellettuali spostò il futuro dal regno dell'imponderabile divino a quello del determinismo umano. Era nata la teoria della probabilità. Con garbo, humour e molta curiosità nei paradossi della matematica, Keith Devlin ripercorre la corrispondenza fra Pascal e Fermat e indaga intanto le mille applicazioni nella vita moderna: dalle vincite al Lotto al calcolo dell'aspettativa di vita, dai premi assicurativi alla speculazione in Borsa.

Il 5 maggio a Palazzo della Ragione di Padova l’ultimo atto con la proclamazione del vincitore Premio Galileo 2010.