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Notizia del 01/11/2004

Nuove frontiere contro l’ebola

L’ebola è portata da un virus estremamente aggrassivo che provoca nell’uomo una febbre emorragica molto acuta che sfocia in un esito fatale per l’individuo stesso, già in pochi giorni dopo il contagio.

Purtroppo attualmente per l'ebola non sono note né terapie di cura né terapie di prevenzione. L’unico fattore che ha impedito il dilagare disastroso del virus si è rivelato essere proprio questa sua caratteristica di uccidere l'uomo in pochissimo tempo impedendo così che il contagio si disperdesse allontanandosi dal luogo dove si era sviluppato.

Recentemente però, in uno studio pubblicato dal dottor Dale Bumpers, è stato annunciato come la sua equipe di ricercatori sia riuscita ad ottenere un primo vaccino sperimentale che sembrerebbe proteggere le scimmie dall’infezione virale per un periodo di almeno 6 mesi.

Il vaccino è ancora allo stadio sperimentale e in oltre sulle scimmie deve essere somministrato in due fasi distinte e successive di cui solo la prima sembra però efficace nel proteggere contro il virus stesso.

Questa protezione immediata e purtroppo attualmente troppo breve, se venisse ottenuta anche sull’uomo, potrebbe però essere sufficiente per arginare la propagazione del virus all'interno delle comunità in cui si sviluppa per un tempo sufficiente alla sua naturale estinzione.

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