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Notizia del 08/10/2013

L'enigmistica come cura per la dislessia

La dislessia colpisce il 4-5% della popolazione scolastica italiana e provoca nei bambini difficoltà sia nella lettura sia nello scrivere: hanno problemi con l’ortografia, sono lenti a scrivere e perdono spesso la concentrazione.

Un grande aiuto a questo problema, oltre che da un percorso terapeutico mirato, può arrivare anche dai giochi enigmistici. A proporre questa soluzione è Claudia Cappa, dell’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr di Pisa e membro del gruppo di ricerca 'Metodologie e tecnologie didattiche per i Disturbi specifici dell’apprendimento’, che coordina il progetto europeo DysLang (Dyslexia and Additional Academic Language Learning).

Dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia, rispettivamente disturbo specifico della lettura, della compitazione, della scrittura e delle abilità aritmetiche, lasciano intatto il funzionamento intellettivo generale ma creano dei deficit nella discriminazione ed elaborazione dei suoni che compongono le parole, nella memoria e nell’attenzione. I giochi enigmistici, come i crucipuzzle, il rompicapo cinese tangram, le differenze, cerca l’intruso, i giochi di figure da colorare, unire i puntini numerati e le parole crociate sono molto utili nel nel colmare queste lacune; specialmente le parole crociate permettono di ottenenere le rappresentazioni mentali delle parole -cioè delle definizioni del gioco- e, quindi, di fissarle nella memoria a lungo termine.

 

 

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