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Notizia del 10/02/2014

L'acceleratore di particelle che scopre i quadri falsi

C'è voluto un acceleratore di particelle per dimostrare, senza ombra di dubbio, la falsità di un quadro di Lèger appartenente alla Fondazione  Peggy Guggenheim

Fin dagli inizi degli anni ’70 un quadro acquisito dalla mecenate americana  Peggy Guggenheim, attribuito a Fernand Léger, ha suscitato dubbi sulla sua autenticità a seguito di un’affermazione dell’esperto inglese su Léger, Douglas Cooper. Ora arriva la conferma che si tratta di un falso da un gruppo di fisici dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che ha analizzato la tela col metodo del radiocarbonio, sfruttando un’idea innovativa.

Esperti del Guggenheim di Venezia hanno prelevato una piccolissima quantità di tessuto da un risvolto della tela del dipinto sospettato, e l’hanno inviata al LABEC di Firenze dove i ricercatori l’hanno analizzata con la tecnica della spettrometria di massa con acceleratore. I fisici hanno quantificato la concentrazione di radiocarbonio per risalire alla data della tela (ovvero alla data in cui sono state tagliate le piante da cui è stata poi realizzata la tela), comparando i livelli di radiocarbonio presenti nel tessuto con quelli noti degli anni del bomb peak, ovvero del periodo dal 1955 al 1965, durante il quale si verificò  un aumento del radiocarbonio in atmosfera a causa dei test nucleari durante la guerra fredda.

Dall’analisi è risultata una concentrazione di radiocarbonio largamente superiore a quella che avrebbe dovuto esserci se l’opera fosse stata autentica. La tela risale con assoluta certezza a non prima del 1959: quattro anni dopo la morte di Léger, che non può quindi essere stato l’autore del dipinto.

 

 

 

 

 

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