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Notizia del 15/04/2004

Il caffè contro la cirrosi epatica.

Studi di morbosità e di mortalità effettuati su individui dichiarati bevitori di almeno quattro tazze di caffè ogni giorno hanno rivelato come in questi casi, sorprendentemente, si riscontri una prevalenza davvero molto bassa della cirrosi epatica.

Addirittura, il rischio di morte relativo è risultato pari solo allo 0.77 rispetto a altrettanti individui non bevitori di caffè. Dato che sembra indicare come un uso moderato di caffé costituisca in realtà una protezione contro la cirrosi epatica.

Un'ulteriore conferma di questi dati è guinta dall'istituto Mario Negri di Milano dove sono state confrontate le abitudini alimentari ed in particolare il numero medio delle tazze di caffè consumate al giorno con l'insorgere della cirrosi epatica.

Da questi esami si è potuto stabilire come la protezione nei confronti della cirrosi epatica si stabilisca anche negli individui che consumano abitualmente un unico caffè al giorno, purché il consumo di caffè sia più che decennale.

Il ruolo protettivo nei confronti della cirrosi non si riscontra però negli individui che consumano invece il caffè decaffeinato, il thé o la coca-cola.

Il motivo è da ricercarsi principalmente nel fatto che, tra queste bevande, solo il caffè influenza la GGT (gamma glutamil transferasi), un enzima che è considerato un tipico marcatore del mal funzionamento del fegato.

Si è infatti osservato come la GGT è bassa nel fegato degli individui che fanno uso frequente di caffè, anche in presenza di un elevato consumo di alcolici.

La correlazione che esiste tra il caffè e la cirrosi epatica può essere in parte alterata da fattori di confondimento dati in particolare dal fatto che difficilmente chi soffre di fegato beve molto caffè, ma in ogni caso il rapporto inversamente proporzionale esistente tra la cirrosi epatica e il numero di caffè giornalieri assunti nel tempo è ormai provato.

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