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Notizia del 17/07/2007

Dove si accendono i ricordi? La risposta arriva da Torino

Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale dell'Università di Torino, coordinato dal Dott. Maurizio Giustetto, in collaborazione con il gruppo del Prof. Tommaso Pizzorusso dell'Università di Firenze e dell'Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa, ha scoperto lo schema di attivazione di una proteina che agisce nel cervello, importante per la sua plasticità.

Studiando l'attivazione dei neuroni della corteccia cerebrale, in seguito ad una stimolazione fisiologica, si è riusciti a capire come e quando si attiva l'enzima ERK. Tale enzima è fondamentale nei meccanismi di plasticità cerebrale, ovvero quel fenomeno che sta alla base della nostra capacità di ricordare gli avvenimenti e codificare le informazioni.

I risultati ottenuti, pubblicati sulla rivista americana "PLoS ONE", aprono diverse ed eccitanti prospettive nella ricerca sui meccanismi neurofisiologici di base ed offrono un modello di funzionamento delle cellule nervose da cui si potrebbero ricavare principi generali per la biologia dei neuroni del cervello umano.

Importante, poi, il ruolo che tale ricerca potrà avere nello studio delle modificazioni plastiche delle connessioni nervose che sono al centro di molti processi cognitivi e nella comprensione delle cause di patologie che intaccano la memoria o del suo naturale decadimento senile. Mentre era stato finora ritenuto che l'enzima ERK potesse agire solo a livello nucleare per regolare l'espressione di nuovi geni, importanti per la formazione della memoria, lo studio condotto ora dai ricercatori italiani ha rivelato invece che esistono altre importanti sedi neuronali d'azione.

Nello specifico i ricercatori italiani hanno osservato che in seguito ad una brevissima stimolazione visiva la proteina chinasi ERK viene attivata in prossimità delle connessioni nervose dove è in grado di produrre modificazioni funzionali delle connessioni sinaptiche. Con modalità e tempistica analoghe, questa proteina chinasi è in grado di entrare nel nucleo dei neuroni stimolati dalla luce. Per dimostrarlo i ricercatori hanno esaminato il tessuto corticale di ratti da laboratorio esposti alla luce utilizzando un sofisticato metodo di marcaggio molecolare. Attraverso l'impiego della microscopia elettronica è stato quindi possibile individuare il sito d'azione neuronale della forma attivata di ERK in seguito alla stimolazione visiva.

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