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Notizia del 20/02/2012

Dalla Francia la nuova radiografia a tre dimensioni

E' nata la radiologia del Terzo millennio. Immagini delle ossa tridimensionali, dell'intero scheletro, tramite radiazioni bassissime. E subito «lette» dall'intelligenza artificiale in modo che il medico non abbia solo una serie di piatte radiografie ma un'elaborazione dei vari carichi dell'apparato scheletrico, delle anomalie, delle possibili correzioni anche millimetriche.

Si chiama Eos, è frutto della tecnologia spaziale francese ed è atterrato all'Istituto Humanitas di Rozzano. Primo in Italia a dotarsene. Si presenta come un'ampia cabina gialla dove si entra in piedi. Pochi secondi e lo scheletro del paziente «esce» virtualmente dal corpo per «ricomporsi» nelle fotografie hi-tech del computer.

Si ricompone e parla di sé, racconta acciacchi e defaillance: difetti di postura, danni alla colonna vertebrale, all'anca, al ginocchio, alle articolazioni. Tutto registrato in posizione eretta, come accade naturalmente. Facile poi «progettare» interventi correttivi mini-invasivi, personalizzati e altamente precisi.

Il massimo risultato con il minimo dei raggi: niente «bombardamenti», ma una dose di radiazioni inferiore del 90% rispetto a una comune Tac e di 8 volte rispetto a una radiografia tradizionale. I raggi X domati. Come sognava la due volte Nobel (1903 e 1911) Marie Curie, «madre» della radiografia.

 

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