Glossario

tessitura del terreno

Il terreno è formato da particelle solide, acqua, aria e sostanza organica.

Le particelle solide possono essere di dimensioni variabilissime. In base alla loro grandezza sono convenzionalmente suddivise in due grandi gruppi: le particelle al di sopra dei 2 mm di diametro formano lo scheletro, quelle al di sotto la terra fine. All’interno dei due gruppi si riconoscono diverse classi o frazioni:

- lo scheletro comprende la ghiaia più fine, la ghiaia, i ciottoli e le pietre;

- la terra fine comprende la sabbia grossa, la sabbia fine, il limo e l’argilla.

La tessitura o grana indica quante e quali particelle solide, classificate in base alle loro dimensioni, compongono un terreno. La prevalenza di una o più frazioni di particelle permette di fare una classificazione dei terreni: i terreni ghiaiosi, ad esempio, contengono circa il 40% di ghiaia, i terreni sabbiosi hanno il 70-80% di sabbia, mentre per i cosiddetti argillosi è sufficiente una percentuale di argilla del 20-25%. Esistono naturalmente delle classi intermedie, come, ad esempio, i terreni sabbioso-limosi o limoso- argillosi, in cui non c’è una netta prevalenza.

In termini pratici si parla anche di terreni leggeri (più sabbiosi) o pesanti (più argillosi), secondo che siano più facili o difficili da lavorare con gli attrezzi.

Con il termine di terreno di medio impasto si indica invece il terreno che ogni coltivatore vorrebbe avere da coltivare: niente scheletro, 40% circa di sabbia grossa, 20-25% di sabbia fine, 10-15% di limo e 5-10% di argilla, 5% circa di sostanza organica e 1-5% di calcare. Per avvicinarsi a queste proporzioni si ricorre all’aggiunta dei cosiddetti ammendanti, ovvero l’argilla per terreni sabbiosi o la sabbia per gli argillosi.

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