Glossario

Radioterapia

La Radioterapia È una branca clinica che fa uso di radiazioni ionizzanti a scopo curativo. Principalmente indicata per il trattamento di neoplasie, trova però, anche se poco frequentemente, utilizzo per patologie non tumorali che si giovano dagli effetti indotti dalle radiazioni; come nel caso della RT endoluminale che segue un’angioplastica coronarica, tecnica che impedisce la cicatrizzazione post intervento, che potrebbe altrimenti essere causa di ulteriori stenosi, o come nel caso della radiochirurgia impiegata nel trattamento di malformazioni artero-venose intracraniche.

L’obiettivo che la RT si prefigge è di ottenere la totale distruzione di una neoplasia, senza indurre alterazioni gravi e irreversibili ai tessuti circostanti. Per garantire questo risultato occorre dunque utilizzare tecniche appropriate avvalendosi di differenti tipi di radiazioni, sia fotoniche (raggi X o g) o corpuscolari (elettroni veloci, raggi b, ioni carbonio, ecc.) differentemente distribuite alla sede neoplastica, preservando al massimo le strutture adiacenti.

Il termine radiazioni è genericamente impiegato per indicare il trasporto di energia attraverso lo spazio, sia esso il vuoto o un mezzo materiale. Quando l’energia trasportata è maggiore dell’energia di legame degli elettroni con il proprio nucleo, tali radiazioni vengono definite ionizzanti. Questa energia può essere trasportata sia da particelle (protoni, neutroni, nuclei di He, ioni carbonio, ecc.) oppure da variazioni di campi elettromagnetici (X e g). I RX sono prodotti dal frenamento degli elettroni nell’incontro con materiali ad alto numero atomico (Z) o da diseccitazioni atomiche. I raggi g sono prodotti da disintegrazioni nucleari provenienti da nuclei instabili e da reazioni nucleari.

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