Glossario

dolore

Il dolore è stato definito dall'Associazione internazionale per lo studio del dolore (Iasp) come «un'esperienza spiacevole, sensoriale ed emotiva, associata a un danno dell'organismo attuale o potenziale». Il dolore ci avverte che qualcosa nel corpo sta funzionando male o sta per avvenire un danno. Nella pelle ci sono migliaia di cellule recettori per il calore, per il freddo, per la pressione, per il tatto e per il dolore. Quando c'è un danno al corpo (per esempio dopo una ferita) queste piccole cellule spediscono informazioni al cervello. Ciò prima produce una situazione protettiva di allarme ma poi, se persiste, procura sofferenza e disagio.

Il dolore acuto è un dolore a inizio recente e di durata limitata. Esso generalmente ha una correlazione identificabile con un danno del corpo o con una malattia. Spesso va via contemporaneamente alla guarigione. Il dolore acuto è un sintomo d'allarme, che segnala un danno attuale o possibile. Ad esempio il dolore alla mano avvicinata al fuoco e subito ritratta.

Il dolore cronico, invece, continua per periodi più lunghi, qualche volta nonostante la guarigione del danno originale. In questi casi non ha funzione di allarme e diventa dannoso per le sofferenze che causa. Il dolore cronico, a lungo andare, può indurre sentimenti di rabbia, tristezza e disperazione. Può modificare la personalità, procurare insonnia, interferire con le relazioni interpersonali. Generalmente un programma terapeutico completo contro il dolore cronico prevede anche farmaci antiansia o antidepressivi che, oltre a intervenire sui sintomi collaterali, servono ad aumentare l'efficacia degli antidolorifici.

I progressi della medicina moderna hanno reso disponibili vari farmaci e trattamenti per curare e sedare il dolore, il cui livello varia comunque da persona a persona e da malattia a malattia, perciò il trattamento va studiato in base alle necessità specifiche del sofferente.

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