Dossier

Trent'anni di storia del telefono cellulare

Una rapida evoluzione

Nel 1991 viene lanciato in tutta Europa il sistema di telefonia mobile digitale battezzato GSM, che gradualmente sostituirà i vari sistemi analogici presenti in ogni Paese (in Italia la rete TACS).

L’adozione di un’unica rete per tutti i cittadini della Comunità permette di spostarsi da un Paese all’altro senza dover cambiare telefonino ad ogni frontiera, mentre negli Stati Uniti non vi è un sistema che riesce a prevalere sugli altri e ancora oggi convivono diverse tecnologie di trasmissione concorrenti.

Il sistema digitale inoltre, consente non solo di trasferire la voce ma anche di spedire messaggi di testo, notizie, immagini, e di collegare il telefono al computer. E dunque nel dicembre 1992 nascono gli SMS (Short Message Service), pensati inizialmente come sistema di comunicazione di servizio per gli operatori della telefonia mobile e diventati poi un fenomeno di costume.

Nel 1997, quando la frequenza di trasmissione intorno ai 900MHz inizia a diventare insufficiente per sostenere tutto il traffico, viene aggiunta quella a 1800GHz e nascono quindi i telefoni dual band.

Il presente e l’immediato futuro sono i telefonini “di terza generazione”, l’UMTS (Universal Mobile Telecommunication System), con una capacità di trasferire dati tale (la cosiddetta banda larga) da poter trasmettere anche video e filmati.

E la rivoluzione, non solo tecnologica ma soprattutto sociale, dei cellulari si è compiuta: nel 1999 la telefonia mobile ha battuto quella fissa e oggi solo in Italia ci sono circa 43 milioni di apparecchi, praticamente uno per individuo se si escludono anziani e bambini.

Per fare un esempio del cambiamento di costume che questo aggeggio ha trascinato con sé riflettete su questo fatto: se all’inizio si dava agli amici il numero di cellulare e a tutti gli altri quello di casa, oggi succede il contrario. Sul cellulare autorizziamo chiunque a chiamarci, mentre la casa torna ad essere uno spazio riservato.

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