Dossier

Gli insetti sulla scena del crimine: a Torino indagini alla Kay Scarpetta

Sopralluogo, campionamento e conservazione dei campioni entomologici

scena crimine 4 Gli insetti che si trovano su un cadavere o vicino a esso, se correttamente raccolti, conservati, analizzati e messi a confronto con dati ambientali rilevati in maniera accurata, possono fornire stime oggettive del momento della morte e offrire altre valide informazioni relative alle circostanze del decesso. In letteratura sono stati descritti numerosi sistemi di raccolta/cattura nelle più svariate scene di morte (Lord & Burger, 1983; Goff, 1998b; Haskell & Williams, 1990; Haskell et al., 1997), che prevedono accorgimenti generali sempre validi, ma nella pratica ogni entomologo perfeziona il proprio metodo grazie all'esperienza acquisita e al confronto con gli altri operatori del settore.

Per lo svolgimento di tali attività sono state ideate delle schede (Amendt et al., 2006; Magni et al., 2008), da compilare in sede di sopralluogo e di autopsia, che possono aiutare il medico legale e le Forze dell'Ordine e l'entomologo a reperire il maggior numero di informazioni (biologiche, climatiche e circostanziali) utili per il successivo compimento delle indagini delegate. Senza pretendere di sviscerare nel dettaglio tali aspetti, può essere utile porre l'accento su alcuni concetti base che, se applicati, possono contribuire a evitare la perdita delle preziose informazioni che l'entomofauna necrobionte può fornire.

Il sopralluogo. Per ciò che attiene al sopralluogo, come per le tecniche ispettive classiche, vige l'assioma: «Initial Success or Final Failure» («successo iniziale o fallimento finale»). In tale fase è estremamente importante documentare tutte le azioni intraprese e, tramite l'ausilio di mezzi video-fotografici, i siti interessati da colonizzazione della microfauna e l'ambiente circostante. La ricerca di tali siti va estesa alle zone immediatamente adiacenti il cadavere (sotto il corpo, tra le coperte, dietro la tappezzeria, cavità dei muri, condotte di areazione, etc.) ma anche alle zone distanti alcuni metri; ciò può essere indispensabile per il ritrovamento degli esemplari negli stadi successivi a quello larvale. Tali siti vengono scelti dagli insetti stessi in base alle condizioni ottimali per lo sviluppo successivo (larva, pupa, adulto).

Una volta terminato il proprio ciclo di crescita, gli adulti, possono ulteriormente "modificare" la scena criminis trasportando tracce di sangue della vittima anche in luoghi distanti, complicando quindi l'analisi delle macchie di sangue o BPA – Bloodstain Pattern Analysis (Benecke et al., 2003). È molto importante descrivere dettagliatamente le condizioni ambientali al momento dei rilievi tecnici nonché rilevare quelle dei giorni precedenti e quelle dei primi soccorsi (Forze dell'Ordine, Vigili del Fuoco, etc.). A tal proposito bisogna evidenziare che, nel caso di luoghi chiusi, l'errata abitudine di aerare i locali mediante l'apertura delle finestre e delle vie d'accesso al fine di allontanare l'odore pungente altera irrimediabilmente il succitato binomio "entomofauna-ambiente". L'entrata di "nuovi" insetti, la brusca variazione della temperatura e le modificazioni che entrambe possono produrre sulla scena introducono un imponderabile fattore d'incertezza nelle valutazioni entomologiche.

Durante il sopralluogo l'entomologo forense deve necessariamente interagire con gli altri operatori sulla scena criminis al fine di adottare le più opportune strategie comuni di rilievi e repertazione, senza ostacolare (o peggio alterare) il campo d'azione delle altre tipologie di analisi forensi. Risulta qui evidente che gli interventi sulla scena del crimine devono avere una completezza multidisciplinare e devono essere necessariamente espletati da persone preparate e qualificate ossia da specialisti in grado di recuperare e conservare le prove riguardanti le diverse discipline (Magni et al., 2008). Solo adottando tale strategia le tracce, analizzate ognuna dal singolo professionista e correlate tra loro da un team di specialisti, potranno fornire indicazioni riguardo ai periodi ante-mortem, peri-mortem e post-mortem, ricostruendo gli eventi significativi di un crimine.

provetteIl campionamento. È importante raccogliere campioni rappresentativi di tutti gli adulti e gli stadi immaturi che si trovano sopra, sotto e attorno al cadavere. Il campionamento prosegue anche durante l'autopsia, importante occasione per controllare accuratamente le pieghe dei vestiti, tipica zona d'annidamento delle pupe e per reperire materiale all'interno del corpo (ferite, pieghe cutaneee, cavità cranica, canali digestivi e respiratori, se colonizzati, possono favorire lo sviluppo di una fauna diversa che nell'ambiente circostante).

La raccolta degli insetti adulti può avvenire con diversi sistemi (rete aerea, trappole appiccicose, etc.) ma per ciò che attiene alle larve e alle uova, l'uso rispettivamente di cucchiaio e pennellino è strettamente necessario per non danneggiare le microstrutture altamente identificative. Sulla scena del ritrovamento dopo la rimozione del corpo, è indispensabile inoltre prelevare campioni di foglie e di terreno in quanto questi luoghi sono il posto ideale in cui gli insetti si lasciano cadere o si nascondono per ripararsi e "impuparsi". Generalmente i campioni sono suddivisi in due sottocampioni: un gruppo è ucciso per fermare l'orologio biologico e un gruppo è mantenuto in vita ed allevato per confermare l'identificazione della specie con l'analisi dell'insetto adulto (Lord & Burger, 1983; Haskell & Williams, 1990).

La conservazione. La conservazione e la collezione degli insetti segue procedimenti diversi in base al tipo di campione da mantenere: solamente gli esemplari adulti vengono spillati, mentre gli stadi giovanili rimangono sotto alcool all'interno di provette sigillate. Il punto essenziale rimane però il trattamento immediato delle uova e delle larve al fine di conservarne lo stato di ritrovamento. Tale accorgimento preclude la possibilità per gli insetti di crescere (o decrescere) ed eventualmente di andare incontro al successivo stadio del ciclo vitale, fenomeni che falserebbero in modo notevole la stima del PMI. A tal fine è fondamentale che le larve campionate vengano poste in acqua bollente per pochi secondi e in seguito conservate in alcool etilico al 70%: il processo di bollitura permette di mantenere quasi totalmente inalterate le dimensioni dei campioni, che possono essere così misurati senza incorrere in errori grossolani, dovuti all'effetto disidratante delle soluzioni conservanti (che causano un accorciamento "meccanico"). È comunque consigliabile l'identificazione e la misurazione del campione il prima possibile dopo la conservazione (Amendt et al., 2006). In generale le metodologie di campionamento e conservazione possono essere modificate leggermente secondo il contesto operativo, ma è solo l'esperienza dell'operatore a guidare la scelta verso la soluzione più opportuna.

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