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Dove si scoprono i mattoni della materia. In giro per la Rete fra i maggiori laboratori di fisica del mondo

SLAC

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L’acronimo sta per “Stanford Linear Accelerator Center”, centro di ricerca che si trova a Stanford, in California, e nel 2002 ha festeggiato i quarant’anni, essendo stato fondato nel 1962. Il laboratorio ha come strumento principale di ricerca un acceleratore lineare, un tunnel rettilineo lungo tre chilometri in cui vengono portati a grandi energie gli elettroni e le loro anti-particelle, i positroni, che solo nel tratto finale vengono deviati per farli collidere. Studiare il risultato di queste collisioni oggi vuol dire, ad esempio, cercare di spiegare perché nel nostro Universo osserviamo più materia che non anti-materia.

Un altro importante filone di ricerca sviluppato a Stanford è quello legato alla radiazione di sincrotrone, in particolare raggi X, prodotta da elettroni accelerati circolarmente e utilizzata in molti campi delle scienze della vita e dei materiali. Altri esperimenti ancora sono legati all’astrofisica.

3000 scienziati usufruiscono oggi delle strutture del laboratorio e le ricerche che qui sono state compiute hanno portato all’assegnazione di tre premi Nobel. Naturalmente anche il ruolo formativo ed educativo ha uno spazio importante fra le attività del centro di ricerca, che organizza stage estivi per studenti universitari e propone tesi ai laureandi.

SLAC ha un sito web, in inglese, dedicato alla presentazione al grande pubblico del laboratorio. Tra l’altro proprio a SLAC alla fine del 1991 furono sviluppate le prime pagine web al di fuori dell’Europa.

Sul sito, oltre alle pagine con informazioni sulla storia e le ricerche del laboratorio, potete "fare un giro" al “Virtual visitor center” e vi troverete spiegato in termini semplici (e con l’aiuto di un glossario) quali ricerche vengono condotte a SLAC, quali ricadute ne sono derivate per la nostra vita, quali sono le teorie che oggi sono ritenute valide per spiegare i componenti elementari della materia… e così via, tutto ciò che riguarda il centro di ricerca, compreso l’ambiente naturale che lo circonda e le scoperte archeologiche che vi sono state fatte, viene presentato in modo efficace.

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