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Scuola anestesiologica torinese: avanguardia nazionale da 60 anni

Scuola anestesiologica torinese: avanguardia nazionale da 60 anni

Nel 1948, data di nascita della prima Scuola italiana di specializzazione, il capoluogo subalpino assume il ruolo guida che conserverà fino a oggi, attirando laureati da tutto il mondo. L’orgoglio del passato e le sfide del futuro

cloroformio etere Tutto inizia nel 1948, quando il professor Achille Mario Dogliotti fonda a Torino la prima Scuola italiana di specializzazione in anestesiologia e rianimazione (le Scuole di Napoli e Milano seguiranno nel 1949, Firenze e Roma nel 1951). Il capoluogo subalpino assume subito un ruolo guida a livello nazionale, che manterrà per oltre sessant’anni. Alla direzione della Scuola si avvicendano nel tempo specialisti di levatura internazionale: da Dogliotti (1948-1964) a Enrico Ciocatto (1965-1982), da Roberto Pattono (1982-2000) a Rosa Urciuoli (2000-2002), fino a V. Marco Ranieri (dal 2003).

L’Istituto universitario, che abbina l’orgoglio del passato all’impegno di frontiera, dal 1963 a oggi ha diplomato 792 allievi, a cui si aggiungono i 70 licenziati tra il 1999 e il 2007 dalla II Scuola di specializzazione, diretta dai professori Ugo Delfino (1999-2003) e Augusto Tempia (2003-2007), chiusa per esigenze di riorganizzazione nonostante i buoni risultati. I diplomati della Scuola sono specialisti in «anestesia e rianimazione» poiché il loro compito è anestetizzare i pazienti, ma anche lavorare in rianimazione, intervenendo in tutti i casi di arresto o crisi di una delle funzioni vitali (cardiorespiratorie e neurologiche); si occupano, inoltre, dei centri di terapia iperbarica e hanno un ruolo primario nel trattamento del dolore acuto e cronico e nel sistema dell’emergenza intra ed extra-ospedaliera.

L’elevata qualità della formazione e della ricerca, assicurata nel tempo dalla Scuola torinese, richiama oggi specializzandi e specialisti dalle principali Università americane, asiatiche, europee e italiane.

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