Dossier

A momentary Iapse of science: l'immaginario scientifico e l'arte dei Pink Floyd

Prismi, autosomiglianza, comunicazione: l'artwork floydiano tra fisica, metafisica e oltre

copertina di %22The dark side of the moonFaceva paura andare a fotografare le piramidi di notte, sotto la luna piena. Impressionante. Ma bello... (Storm Thorgersorn)

Un raggio di luce bianca colpisce la parete di un prisma, che mette in moto la magia della scomposizione svelando la "faccia nascosta" della luce. Ogni componente del fascio mostra nel vetro la sua vera natura ed emerge con velocità diversa. La mente e il cervello fanno il resto mostrandoci ogni componente con un colore diverso: Any colour you like. Non era solo la descrizione di un fenomeno naturale nè di un semplice esperimento di fisica, ma anche la copertina di The dark side of the Moon, una delle più affascinanti e misteriose della storia della musica. C'è un pezzo strumentale, Any colour you like, nel quale il basso di Waters detta il tema-scheletro di Dark Side. Le chitarre di Gilmour e l'organo di Wright lo decompongono e lo manipolano in una sorta di fuga a più voci che riproduce efficacemente in musica la sensazione visiva della scomposizione della luce.

piramidi Di fronte all'ennesimo capolavoro di arte grafica di Storm Thorgerson i quattro ragazzi non dovettero pensarci più di qualche secondo: "quella, senza dubbio", risposero subito indicando il prisma in mezzo a tre o quattro proposte. L'idea del triangolo è richiamata all'interno del booklet da altri solidi geometrici a forma di prisma che da sempre, almeno nell'immaginario, intrecciano il loro mistero con gli astri: le piramidi egizie. Quando Thorgerson andò in Egitto a fotografarle per l'interno del booklet di Dark Side non poteva che esserci lei: la luna piena.

Fin dagli esordi, l'arte grafica ha accompagnato l'opera dei Pink Floyd diventandone un elemento essenziale. Thorgerson, l'artefice principale di questo mondo "parallelo" alle opere dei Pink Floyd, collabora ancora con il gruppo. Il suo ultimo capolavoro è la copertina della raccolta Echoes del 2002, che fa una sorta di "collage" con diversi elementi presi dalle copertine precedenti e più in generale dal "mondo" dei Pink Floyd. Per Echoes sembra che Thorgerson si sia ispirato al geniale artificio che egli stesso aveva utilizzato più di trent'anni addietro e che ha reso unica la copertina di Ummagamma, il loro quarto album.

copertina di %22Ummagummacopertina di %22Echoes Su quel disco si vedono i quattro Floyd (Barrett era già uscito di scena) in varie posizioni e un riquadro in alto a sinistra che riproduce la stessa scena dell'intera copertina, con il gruppo in posizioni scambiate. Anche l'immagine del riquadro contiene un riquadro in alto a sinistra con la stessa scena e i ragazzi scambiati ancora di posto. E così via (ci sono 24 permutazioni possibili), finché la definizione non raggiunge i limiti di visibilità. Forse per Thorgerson si è trattato solo di una geniale intuizione artistica, ma c'è sotto una sorprendente proprietà matematica detta "autosomiglianza", che, in modo più esatto rispetto a quello che accade per Ummagamma, caratterizza i frattali: ogni parte della figura, se vista a scale diverse, mostra lo stesso grado di complessità della figura intera.

insieme di Mandelbrot L'immagine a sinistra offre un assaggio di questa proprietà in uno dei frattali più affascinanti, creato da Benoit Mandelbrot alla fine degli anni settanta. Zoomando sull'insieme di Mandelbrot non sarà difficile prima o poi vedere ricomparire tra i "merletti" frattali l'insieme di Mandelbrot stesso! Alcuni frattali, come la curva di Von Koch visibile in basso sotto l'insieme di Mandelbrot, mostrano addirittura una vera e propria "invarianza di scala", una proprietà in cui l'autosomiglianza è completa: ogni parte piccola quanto si vuole della figura è una copia esatta della figura completa!curva di Koch Apoggiandosi spesso all'immaginario scientifico, come per Dark Side o Ummagumma, Thorgerson ha esaltato gli aspetti più surreali e avanguardistici dell'opera dei Pink FLoyd. Da grande comunicatore, al pari dei Floyd, Thorgerson è così riuscito, forse senza volerlo, a comunicare scienza? Ciò che appare spesso nelle copertine sono immagini naturali, di spazi aperti, surreali, o scenari spettrali e misteriosi. copertina di %22Meddlecopertina di %22Pulse L'orecchio e le onde di Meddle; il collage di eclissi, nuvole, oceani, spermatozoi, piramidi di Pulse; il fiume di letti di ospedale di A Momentary Lapse of Reason;copertina di %22A momentary lapse of reasoncopertina di %22Animalscopertina di Atom Heart Mother il maiale volante di Animals, spettrale come un quadro surrealista,l'inquietante muro di The Wall. Quanto ad Atom Heart Mother, nè l'album né la mucca della copertina ci aiutano a capire il titolo. Lo ha scelto Nick Mason senza alcun legame con l'opera contenuta nell'album (una cosa accaduta anche con Ummagamma), sfogliando una rivista e trovando un'espressione interessante in un titolo su una valvola cardiaca di una donna.

copertina di %22The division bellcopertina del libro di Wiener Ad aggiungere un carattere enigmatico alla copertina di The Division Bell, l'ultimo album originale del gruppo, c'è la somiglianza con la copertina di Cybernetics and Society: The Human Use of Human Beings, il libro col quale Norbert Wiener nel 1950 poneva le basi della cibernetica. Due blocchi dai contorni umani uno di fronte all'altro si osservano lasciando intravedere un terzo viso fittizio se si guarda frontalmente. All'interno, nel booklet, nel posto dedicato al testo di Cluster One (il pezzo strumentale che apre The Division Bell) l'immagine è quella di cupole di osservatori astronomici. Il titolo e la musica sembrano sondare spazi sconfinati, come cluster di stelle o galassie. Anche in questo pezzo recente (1994) gli ormai maturi Pink Floyd sono andati a scavare nell'immaginario scientifico riproducendo suoni che il cinema, la televisione e la loro stessa musica passata ci rimandano allo spazio, al vuoto, al silenzio, a moti rettilinei governati dall'inerzia.

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