Dossier

Piero Fogliati Poeta della luce

Prisma meccanico - (1967) 1970, 1989

Mostra Fogliati Prisma meccanico 1 L’opera è composta da un proiettore di Luce Sintetica e da un supporto di alluminio a forma di disco dipinto di bianco, verticale, ruotante su se stesso ad elevata velocità che raccoglie la luce e la riflette scomponendola nei suoi colori di composizione (arancione, viola, verde, blu).

Il disco bianco (il “Prisma meccanico”) ha una velocità di rotazione uguale, per quanto possibile, a quella del disco di gelatine all’interno del proiettore. La luce raccolta viene, come detto, scomposta nei suoi colori di base per effetto del movimento di rotazione. Essendo la Luce Sintetica ordinata in successione, il disco del prisma si colorerà di volta in volta di arancione, di viola, di verde e di blu. In realtà il passaggio tra i quattro colori non è mai netto, ma avviene per sfumature. Questo disco bianco sembrerà quindi una piccola palla sospesa ad un’asticella bianca composta dai quattro colori in continua successione. Si ha come la visione di una sfera di aria colorata. La stessa rotazione produce un soffio ed un sibilo che accentuano la sensazione di immaterialità. Il disco bianco è temporizzato e quindi nel momento stesso in cui si arresta rivela la propria consistenza.

Mostra Fogliati Prisma meccanico 2

Osservando l’ombra del prisma proiettata sulla superficie retrostante, che può essere una parete bianca o un supporto qualsiasi, comunque sempre bianco, assisteremo allo stesso fenomeno di colorazione in continua successione. Questa volta, sulla superficie bidimensionale, si può notare un tipo di colorazione in continua successione simile a quella che avviene sul disco verticale in rotazione, ma differente perché in questo caso i colori che appaiono sono complementari a quelli riflessi dal Prisma. Quindi in questo lavoro lo stesso evento estetico si realizza in due modi: nel primo l’esito rimane ancora legato al supporto, nel secondo ci si avvia verso la nuova dimensione artistica dell’opera di Fogliati nella quale l’esito si staccherà dal materiale riflettente per visualizzarsi in questo caso su una superficie posta dietro l’oggetto, in seguito nel vuoto ovvero nella nostra mente.

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