Dossier

Colture tipiche piemontesi, risorse genetiche da mantenere

Piccoli frutti a guscio

Nocciola

L’Italia è la seconda produttrice mondiale di nocciole (15%circa) dopo la Turchia; la superficie nazionale destinata alla sua produzione è concentrata principalmente in Campania, Lazio, Piemonte e Sicilia, con cultivar diverse . Con il termine “Tonda Gentile delle Langhe” (TGL) viene indicata la cultivar cui appartiene la nocciola coltivata nel territorio piemontese. Da quasi 15 anni la nocciola TGL, che può essere coltivata in Piemonte solo in un’area delimitata prevista dal disciplinare di produzione, è un frutto che può fregiarsi del marchio IGP.

Nocciola Tonda gentile delle Langhe La qualità delle nocciola Tonda gentile dipende molto dall’ambiente in cui viene tradizionalmente coltivata, terreni calcarei e climi collinari compresi tra i 200 e i 700 metri di altezza delle latitudini piemontesi, e per questo motivo risulta poco adattabile a condizioni diverse da quelle di diffusione.

Il frutto completo, botanicamente un diclesio, comprende un involucro legnoso, il pericarpo, che contiene il seme dolce e oleoso, che, nel caso della Tonga gentile, ha una tessitura compatta e croccante ed aromi che si mantengono e si esaltano con la tostatura. La varietà trae la sua notorietà, oltre che dalle caratteristiche organolettiche, dalla resa elevata alla sgusciatura e alla tostatura, e per la facilità con cui si pela il seme.

Per approfondimenti

http://prodottitipici.provincia.cuneo.it/prodotti/ortofrutta/nocciola/index.jsp

Caratterizzazione compositiva e strutturale della nocciola e di suoi sottoprodotti http://www.diadi.it/firp/scheda/2619

Castagne e marroni

L’Italia è il maggior produttore d’Europa di castagne, seguita da Spagna, Portogallo e Grecia, arrivando a coprire il 15 per cento della produzione mondiale. L’albero del castagno è frequente nelle zone montuose a clima temperato, dove viene coltivato ad altezze comprese tra i 300 e i 1.200 m, e costituisce una delle presenze principali dei boschi di latifoglie puri (castagneti) o misti, caratterizzando fortemente il paesaggio. Il Piemonte, così come molte altre regioni, presenta, per latitudine e caratteristiche climatiche, molte aree montane che, soprattutto nel passato, avevano una forte vocazione castani cola. Ed è proprio qui che questa essenza arborea ha costituito, fino agli anni '50, una importante fonte alimentare, tanto da soprannominare le castagne “pane dei poveri”. Anche la storia delle popolazioni delle valli perciò, soprattutto del cuneese e del torinese, è tradizionalmente legata alla produzione e al consumo di castagne e di “marroni”, che sono divenuti due prodotti tipici del territorio. La castagna, che botanicamente è un achenio racchiuso in un riccio, ha dimensioni contenute ed è caratterizzata dal possedere una pellicola interna (episperma) che penetra più o meno in profondità nell’interno della polpa. I marroni, di pezzatura più grossa, presentano frutti interi, con pellicola che non penetra all’interno e che si stacca agevolmente nelle operazioni di pulitura, rendendoli particolarmente adatti all’uso di pasticceria.

castagna La castagna di Cuneo, a pasta bianca, da fine 2007 è annoverata tra i prodotti a marchio IGP: deriva da 22 varietà locali per le quali le tecniche di produzione non prevedono il ricorso a concimi chimici e fitofarmaci. Per il marrone della Valle di Susa, il cui areale è più limitato, è invece in corso l’iter di riconoscimento del marchio comunitario.

Per approfondimenti

http://www.consorzioantichisapori.it/public/castagnacuneo.asp

Castagno e paesaggio http://www.provincia.torino.it/agrimont/file-storage/download/eventi_iniziative/pdf/relazione_Bounous.pdf

Studio per la caratterizzazione dei prodotti tipici regionali: Marrone della Val di Susa http://www.regione.piemonte.it/agri/ita/news/pubblic/quaderni/num38/dwd/pag35_39.pdf

Suggerimenti