Dossier

Dalla stalla alla tavola, prevenire è meglio che curare: visita all'Istituto Zooprofilattico

La rete italiana degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali

IZSTO facciata Gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IIZZSS) con le loro 10 sedi centrali e 90 sezioni periferiche rappresentano uno dei più importanti strumenti operativi di cui dispone il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia costituiscono una struttura sanitaria integrata, unica in Europa e nel mondo, in grado di assicurare una rete di servizi volta a verificare la salubrità degli alimenti e dell’ambiente, a salvaguardia della salute dell’uomo e degli animali.

Gli IIZZSS producono conoscenza attraverso la ricerca e la sperimentazione, la messa punto di banche dati informatizzate e l’impiego delle più moderne tecnologie diagnostiche. Trasferiscono agli operatori sul territorio le competenze acquisite. Si evolvono adeguandosi ai cambiamenti ambientali, sociali, politici e sanitari, rispondendo alla domanda di salute espressa dal Paese e dall’Unione europea.

Hanno “punte di diamante”, laboratori di eccellenza chiamati Centri di referenza nazionale, che, per aree specialistiche ben definite, sono al servizio del Ministero della Salute e delle più importanti organizzazioni internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE) e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione (FAO).

La rete nazionale degli IIZZSS comprende dieci sedi centrali in altrettante città (Brescia, Foggia, Padova, Palermo, Perugina, Portici, Roma, Sassari, Teramo e Torino). Le novanta sezioni territoriali sono presenti in quasi tutte le Province italiane.

I compiti loro affidati dalle leggi nazionali sono:

- ricerca sperimentale su eziologia e patogenesi delle malattie degli animali domestici e selvatici;

- ricerca in materia di igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche;

- servizio di laboratorio per analisi microbiologiche e chimiche sugli alimenti di origine animale destinati all’alimentazione umana e sui mangimi a uso zootecnico;

- servizio diagnostico delle malattie degli animali e, in particolare, di quelle trasmissibili all’uomo (zoonosi);

- sorveglianza epidemiologica nell’ambito della sanità animale, igiene delle produzioni zootecniche, igiene degli alimenti di origine animale;

- consulenza e assistenza agli allevatori per la bonifica sanitaria, lo sviluppo e il miglioramento igienico delle produzioni animali;

- preparazione e distribuzione di presidi biologici (es. vaccini) per il risanamento e il miglioramento delle produzioni zootecniche;

- cooperazione tecnico scientifica con istituti nazionali ed esteri.

veterinario controllo Gli Istituti costituiscono inoltre un supporto tecnico-scientifico e operativo per: lo sviluppo di azioni di polizia veterinaria; l’attuazione di piani di profilassi, risanamento ed eradicazione delle malattie zoonotiche; le azioni di miglioramento delle produzioni animali; la farmacovigilanza veterinaria (in stretta collaborazione con i Servizi veterinari della Aziende Sanitarie Locali).

Gli IIZZSS lavorano per i Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, le Regioni, le Aziende Sanitarie Locali, gli allevatori e produttori di alimenti di origine animale, i produttori di beni e servizi per la zootecnia, i consumatori.

La ricerca si sviluppa attraverso progetti finanziati dal Ministero della Salute, collaborazioni internazionali, partecipazione a progetti europei, sollecitazione dell’industria nazionale. Per rispondere alla domanda di sanità del Paese la rete degli IIZZSS effettua, inoltre, più di 20 milioni di analisi (batteriologice, chimiche, virologiche, istologiche, immunologiche…) all’anno. Gli esami effettuati a favore del settore pubblico e della collettività rappresentano circa il 90% di tutta l’attività.

Come si è accennato, gli Istituti sono autorizzati dal Ministero della Salute alla produzione e distribuzione di medicinali e prodotti per la lotta contro le malattie degli animali. Preparati diagnostici e vaccini sono prodotti in laboratori e officine farmaceutiche appositamente attrezzati e sono messi a disposizione sia del SSN sia dei privati. In questo campo la ricerca è indirizzata a studio, preparazione e convalida di nuovi prodotti diagnostici e vaccini, con particolare riguardo alle malattie presenti sul territorio nazionale o che potrebbero comparirvi sulla base di studi epidemiologici.

Il livello di competenza tecnico-scientifica raggiunto dagli Istituti ha reso necessario l’impiego di figure professionali complementari rispetto a quelle tradizionali: accanto a veterinari, biologi, chimici e tecnici di laboratorio si trovano oggi esperti della formazione, dell’informatica, della statistica e delle comunicazioni. Tutti i laboratori, inoltre, eseguono prove “accreditate” in base alla norma ISO/IEC 17025, che garantisce la competenza e l’affidabilità imposte dall’Unione Europea.

La qualità dei controlli viene assicurata tramite il monitoraggio costante dell’affidabilità dei dati prodotti dai laboratori. Una delle procedure che permettono di verificare le performance dei vari laboratori è l’organizzazione periodica di circuiti interlaboratorio (proficiency test), affidata istituzionalmente ai vari Centri di referenza nazionali. Il CREAA di Torino, per esempio, ha organizzato nel 2006 un proficiency per valutare le prestazioni dei laboratori coinvolti ufficialmente nella ricerca di molecole appartenenti alla famiglia delle tetracicline nei mangimi. Dall’analisi è risultato che due degli otto laboratori coinvolti applicavano il metodo di rilevamento in modo significativamente diverso, dunque non del tutto riproducibile. Questo genere di verifiche è condizione preliminare per garantire uniformità nello svolgimento dei controlli ufficiali e per identificare tempestivamente situazioni in cui l’attività analitica di un laboratorio si discosti da quella degli altri.

analisi chimiche Gli IIZZSS attuano, attraverso forme di collaborazione diverse, programmi di cooperazione per favorire lo sviluppo di competenze scientifiche avanzate nei Paesi che desiderano compiere concreti sforzi in termini di crescita e innovazione. I Paesi dell’Est europeo, dell’Africa, dell’America latina, dell’Asia hanno dunque la possibilità di richiedere agli Istituti la consulenza, il supporto tecnico e la formazione, soprattutto per i settori di “eccellenza” di cui dispongono al loro interno.

Negli Istituti, come s’è accennato, sono presenti i Centri di referenza nazionale ad alta specializzazione, a cui sono affidati programmi e mansioni che derivano dalle indicazioni degli organismi comunitari, internazionali e nazionali. A tali Centri sono affidati vari compiti, tra cui:

- predisporre ricerche mirate in relazione alla domanda sanitaria specifica per particolari situazioni epidemiologiche;

- aggiornare metodiche e sistemi analitici mediante gli opportuni collegamenti nazionali e internazionali, d’intesa con l’ISS;

- progettare e realizzare corsi di formazione e aggiornamento per le materie di competenza;

- raccogliere e divulgare la letteratura tecnico-scientifica.

Per le emergenze epidemiche gli IIZZSS hanno progettato, sperimentato e messo a regime programmi di gestione avanzati, in grado di garantire l’utilizzo di procedure standard per il controllo di una malattia emergente sul territorio nazionale. «Nel prossimo futuro», scrive su «il Chirone» (marzo 2007) Romano Marabelli, capo del Dipartimento per la Sanità pubblica veterinaria del Ministero della Salute, «nuove sfide sanitarie potrebbero essere alle porte considerando che l’area mediterranea, oltre a essere una zona idonea per la coesistenza tra ambienti ecologici diversi, popolazioni, animali di diversa specie, agenti patogeni e popolazioni recettive, subisce anche il fenomeno della “tropicalizzazione” che vede l’innalzamento delle temperature medie stagionali in tutto il Sud Europa. Questa evoluzione climatica favorisce la comparsa o reintroduzione di patologie animali da considerarsi al momento esotiche. Tali patologie possono essere introdotte dallo spostamento accidentale o naturale degli artropodi vettori [es. zanzara tigre, ndr] o di gruppi di popolazioni da aree in cui malattie sono presenti e il contatto con una popolazione totalmente ricettiva alle infezioni potrebbe essere causa di epidemie ad alto grado di morbilità [es. chikungunya in Emilia Romagna, ndr] e/o mortalità. Allo stato attuale una delle principali preoccupazioni deve certamente essere rivolta a questa evoluzione epidemiologica. Quanto verificatosi nel 2000 con la blue tongue è un esempio emblematico. La possibilità di successo nel fronteggiare questo genere di problemi è strettamente legata alla realizzazione di reti di sorveglianza ed emergenza efficienti su tutto il territorio nazionale».

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