Dossier

Macchine agricole all'avanguardia

La meccanizzazione in agricoltura

L’uomo preistorico, per sopravvivere, è diventato agricoltore dagli albori: negli scavi archeologici si ritrovano attrezzi acuminati o affilati usati per incidere il terreno o raccogliere le erbe da mangiare. Alla preistoria risale il primo rudimentale aratro.

Nel corso dei secoli l’agricoltura ha subito profondi cambiamenti, ma è nel XX° secolo che avviene la vera svolta nel mondo occidentale, con l’introduzione della meccanizzazione. L’invenzione del motore a scoppio segna infatti un passaggio decisivo in molti settori produttivi: la forza uomo e la forza animale sono sostituite da quella meccanica generata per combustione da una macchina motore. La possibilità di poter utilizzare potenze mai pensate prima stimola perciò la progettazione e la costruzione di attrezzature e macchine per tutte le esigenze di lavorazioni al terreno e cure colturali.

In breve tempo l’attività agricola diventa di tipo industriale nell’Europa occidentale, negli Stati Uniti, in Canada e in Australia. Nei Paesi che non si possono permettere gli alti costi delle macchine ( Europa dell’Est, Sud America, Africa ed Asia) restano le grandi superfici non coltivate, anche se coltivabili.

Anche se lo sviluppo della meccanizzazione ha uno stampo anglosassone, occorre ricordare che le primissime macchine agricole, comparse nel XVII° secolo, sono il frutto dell’ingegno italiano.

A Giuseppe Locatelli si deve la costruzione della prima semplice macchina seminatrice, composta da un cassetto, contenente i semi, che era applicato all’aratro. Procedendo, l’aratro faceva ruotare un distributore a cucchiaio inserito nel cassetto ed il seme cadeva a terra.

Più tardi, Giovanni Cavallina fu in grado di costruire la prima macchina seminatrice meccanica, che permetteva già, grazie ad un sistema di ripiani con dei fori e dei piccoli tubi, di deporre i semi nei solchi appena tracciati dall’aratro.

Nel 1700 in Gran Bretagna le macchine seminatrici furono ulteriormente perfezionate, al punto da poter essere considerate i prototipi di quelle oggi in uso.

Nel secolo successivo, ancora in Italia, Lambruschini ed i due fratelli Ridolfi, costruirono un rovesciatore di tipo elicoidale, utile per sminuzzare le zolle più grosse. Si incominciarono a costruire anche aratri con più di un vomeri, per aumentare la superficie lavorata. Occorreva però trovare una nuova forza che muovesse macchine e attrezzi sempre più pesanti, perché gli animali erano ormai insufficienti.

La prima forza motrice di tipo meccanico disponibile fu quella della macchina a vapore, che venne utilizzata, nel 1800, per far funzionare le prime trebbiatrici per cereali e le presse per paglia e fieno.

Ma già alla fine alla fine dello stesso secolo vide la luce negli Stati Uniti la prima trattrice agricola o trattore, la macchina motrice per eccellenza.

Si trattava all’inizio di macchine pesantissime, difficili da maneggiare, con un altissimo rapporto peso/potenza.

Dopo venti anni di prove e prototipi, le industrie Ford furono in grado di fornire agli agricoltori americani trattrici più leggere, facili da riparare, semplici nella manutenzione, a prezzi accessibili. Una vera rivoluzione per il settore e un grande successo per l’azienda.

In Italia, nel 1930, le industrie Landini costruirono il primo trattore con motore testa calda, ben utilizzato nelle grandi opere di bonifica e dissodamento.

Dopo la seconda guerra mondiale, la meccanizzazione agricola ha fatto passi da gigante.

I trattori e le macchine operatrici, che provvedono alle diverse operazioni in campo, si sono trasformati, nel giro di qualche decennio, in macchine comode per chi le guida e con requisiti tecnici all’avanguardia.

Il loro campo d’azione oggi è molto vasto perché i lavori da eseguire nella pratica agricola sono molti e per ognuno c’è la possibilità di una applicazione meccanizzata.

Il terreno deve essere innanzi tutto preparato per accogliere una coltura. Con apposite macchine può essere ripulito da sassi e dalla vegetazione spontanea, rivoltato e sminuzzato, affinato per permettere la semina.

Si possono usare macchine per somministrare il fertilizzante, che servirà per favorire la crescita e lo sviluppo delle piante, e poi seminare o mettervi a dimora giovani piantine. Altre macchine possono provvedere alla distribuzione dei fitofarmaci quando previsto.

Una vasta gamma di macchine agricole sono destinate poi alla raccolta dei prodotti, da terra o dagli alberi.

Per il trasporto all’azienda o al centro di raccolta si usano carri rimorchio appositamente studiati.

Ancora nell’ambito agricolo, infine, sono le macchine che fanno dei trattamenti al raccolto, come le macchine per selezionare le cariossidi dei cereali, per essiccare i foraggi o refrigerare frutta e verdura.

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