Dossier

L'infinito di Edgar Allan Poe

La conclusione di Eureka: un'estensione della cosmologia di Poe

L'universo ciclico ultima versione Come abbiamo visto, nella cosmologia di Poe l'Universo delle Stelle è limitato e si trova in uno spazio vuoto infinito.

Nella parte conclusiva dell'opera, però, che ha un tono più lirico e in fondo più appropriato a un “poema in prosa”, Poe, per sua stessa ammissione, abbandona il confronto con le osservazioni, per enunciare quelle che rimangono, per lui, delle verità: si tratta di significative novità rispetto alla teoria da lui esposta in precedenza, che hanno spiazzato non poco la critica letteraria.

Il nostro Universo, l’Universo delle Stelle, è unico, il solo nello spazio vuoto infinito?

Poe risponde negativamente: ci deve essere una successione senza limiti di universi che però non possono interagire fra di loro, avendo avuto origini separate (è un modo per evitare il paradosso di Olbers e i problemi della gravità newtoniana). Questo è un vero e proprio colpo di scena: lo spazio infinito, finora assunto come vuoto, si popola ora di infiniti Universi di Stelle!

Poe suggerisce che, dopo il collasso finale e l'annichilamento della materia del nostro universo (e questo vale anche per gli altri), si apra un nuovo ciclo, con la prospettiva di una successione illimitata di cicli nel tempo.

Perché Poe propone universi infiniti e ciclici? La critica letteraria si è sbizzarrita, ma credo che la spiegazione sia molto semplice: analogamente ai cosmologi moderni, egli non ha voluto privilegiare un punto particolare né dello spazio né del tempo. È l’attrazione estetica verso la simmetria spaziale e temporale che Poe, cosmologo e poeta, avverte profondamente: “Ora simmetria e coerenza sono termini convertibili; così Poesia e Verità sono una cosa sola”.

Poe estende la sua teoria dell'Universo nato dalla Particella Primordiale introducendo la ciclicità e l'esistenza di altri universi, esattamente nello stesso modo in cui la cosmologia contemporanea cerca estensioni alla teoria del Big Bang, riproponendo la ciclicità, come nel caso dell'universo ``ecpirotico'', e gli universi multipli, come nell'inflazione caotica di Linde, dove il nostro universo è una semplice bolla fra tante altre.

Al di là delle rivoluzioni della fisica, questi parallelismi indicano come alcuni problemi di fondo si ripropongano costantemente e che la cosmologia contemporanea non è certo esente da considerazioni metafisiche.

Basterebbero queste considerazioni a rendere la lettura di Eureka ancor oggi stimolante e piena di fascino.

Suggerimenti