Dossier

La sicurezza alimentare è nelle mani dei nanosensori

Intolleranze e allergie alimentari: i controlli

 

I controlli avvengono in collaborazione con gli Istituti Zooprofilattici.

La certificazione

Etichette alimentariI produttori sono obbligati a segnalare sull’etichetta se un alimento contiene un certo ingrediente (ad es. il glutine) ma non sono tenuti a dichiarare se c’è stata una contaminazione. Se l’etichetta riporta ”Senza fonti di glutine” non esiste quindi la garanzia che il prodotto non sia stato contaminato: solo dal 2012 sarà attiva una norma europea in materia, ad oggi la certificazione sull’assenza di contaminazioni è affidata ad associazioni private.

I controlli e la diagnosi

Le aziende produttrici devono poter dimostrare di non aver usato un certo ingrediente, ma non sono perseguibili per la contaminazione. Le mense pubbliche (obbligate per legge a garantire un pasto idoneo a chi presenta intolleranze alimentari, ad es. nel caso di celiachia) possono invece andare incontro a seri problemi se insorgono casi di intolleranze o allergie.

Gli Istituti Zooprofilattici – incaricati dei controlli – devono così far fronte a numerose richieste di analisi di conferma da parte di aziende timorose di perdere forniture.

alimenti variTrattandosi di contaminazioni - ovvero sostanze presenti in percentuali bassissime – gli organi di controllo ufficiale (quali gli istituti zooprofilattici) dovrebbero ricorrere ad analisi estremamente sensibili, che solo laboratori esterni molto costosi sono in grado di fornire. I forti limiti di spesa degli enti pubblici li costringono però ad usare quindi tecniche di analisi interne, poco avanzate e poco affidabili.  Da qui la necessità di sviluppare una tecnica di screening molto precisa e poco costosa, come quella garantita dai cantilevers integrati su lab-on-chip.

Il gruppo del Politecnico sta mettendo a punto un kit di diagnosi per rilevare la presenza di queste sostanze.

Grazie alla tecnologia sviluppata da Microla - spin-off del gruppo - è in grado di fornire tutta la filiera di analisi, non solo quindi i sensori, ma anche le macchine di lettura complete. Il progetto, finanziato dal Ministero della Salute in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico del Nord-Ovest (Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta), riguarda la detection di ingredienti allergenici nei cibi, soprattutto crostacei, latte, fragole, pesche e noccioline(gli allergeni sono piccole proteine o polipeptidi normalmente ben tollerati dall’organismo, ma che in alcuni individui danno origine a reazioni patologiche).

Controlli sulle produzioni industriali

Inquinamenti alimentariMigliorare la qualità e la sicurezza della catena alimentare, convogliando competenze multidisciplinari che vanno dalle nanotecnologie alla microbiologia, dall’ICT alla chimica analitica.

Questo l’obiettivo del progetto NAMATECH, una delle prime applicazioni italiane di “Converging Technologies” nel settore agroalimentare, finanziato da un Bando della Regione Piemonte del 2007. Un progetto triennale, coordinato dal Politecnico di Torino in collaborazione con l’Università di Torino, l’Istituto Nazionale per la Ricerca Metrologica (INRIM), il Parco Scientifico e Tecnologico Tecnogranda, alcune aziende del Gruppo FERRERO e Unicomp Informatica srl.

Le aziende alimentari devono accertare nel ciclo di produzione l’assenza di batteri (microrganismi alteranti come lo stafilococco, o patogeni come la Salmonella) e contaminanti dannosi quali, ad esempio, le micotossine (agenti tossici e cancerogeni). Essendo sufficiente una contaminazione in percentuali minime (ppb, cioè parti per miliardo) si usano tecniche molto sofisticate, costose e svolte da laboratori specializzati.

Queste tecniche, oltre a richiedere grandi investimenti e personale qualificato, non sono implementabili in linea di produzione perché necessitano di una complessa preparazione del campione, che tra l’altro può non essere completamente rappresentativo del prodotto alimentare.

I nanosensori biologici e chimici (cantilevers) permettono invece una diagnosi tempestiva e precisa su quantitativi minimi, anche su singole cellule: il progetto prevede di integrarli su Lab-On-Chip che – inseriti su piattaforme elettroniche collegate da un network wireless - permettono un’analisi in tempo reale sulla linea di produzione. Nell’ambito di Namatech, Ferrero sperimenterà quindi un sistema di controllo capillare della sicurezza alimentare all’interno dell’azienda, attraverso metodi analitici più sensibili, rapidi ed economici.

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