Dossier

La bricolarte di Tullio Regge

Il periodo Guax

Un personal computer può eseguire i calcoli di cui aveva bisogno Hilbert in infinite varianti e in una frazione minima del tempo; non è tuttavia possibile al momento collegare direttamente e a costi ragionevoli un calcolatore a un attrezzo meccanico che esegua il modello in materiale adatto.

Anelli borromeani di T. Regge (1993) Per questa ragione ho sviluppato un programma (che chiamo Guax dal mare di guai che mi ha creato) che disegna direttamente immagini tridimensionali e in prospettiva dei modelli originali di Hilbert.

A questi modelli si sono aggiunte per strada strutture che ho ritrovato su altri testi matematici quali i ponderosi quattro volumi della Geometria differenziale di Luigi Bianchi, luminare della Normale di Pisa.

Minestra del Tesoro di T. Regge (1989) Il Guax utilizza una variante scritta in QuickBasic e molto veloce del formalismo di Roberts per la eliminazione delle linee nascoste.

In sostanza si tiene conto della opacità degli oggetti rappresentati mediante un algoritmo molto complesso; in questo modo il disegno diventa molto più realistico.

Il Guax è stato originariamente sviluppato per lo Spectrum della Sinclair, un giocattolo meraviglioso ma non adeguato, ed è stato successivamente adattato per tutta una generazione di personal Olivetti a partire da un M24 S. L'ultimissima versione corre su di un 486 della DMD con una velocità che è circa duecento volte più alta di quella iniziale. [ndr: queste note di Regge risalgono al 1992]

Esistono in commercio programmi simili, a volte bellissimi, che utilizzano altri formalismi per le linee nascoste, ma che servono soprattutto per architetti e progettisti. In quanto tali risulta molto difficile indurli a trattare con strutture matematiche astratte; in compenso posseggono una infinità di modelli di finestre, porte, rubinetti e altri dettagli che attirano l'architetto ma non il sottoscritto, e per questa ragione li ho dovuti abbandonare. Altri programmi sono troppo lenti o prevedono solamente prospettive in cui il punto di vista è posto a grandissima distanza, mentre a me piace avvicinarmi o anche entrare dentro la struttura che mi interessa.

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