Dossier

Le cosmicomiche di Italo Calvino

I temi delle cosmicomiche

"Forse il libro più illuminista che ho scritto è proprio questo, questa rivendicazione antropomorfa al di là del pensabile in immagini umane. (…)" (Lettera a Sebastiano Addamo - Lentini (Siracusa), 23.6.1966)

Le 33 cosmicomiche scritte da Calvino sono state pubblicate in quattro raccolte:

Le cosmicomiche, Einaudi, Supercoralli, 1965

Ti con zero, Einaudi, Supercoralli, 1967

La memoria del mondo e altre storie cosmicomiche, Club degli editori, 1968

Cosmicomiche vecchie e nuove, Garzanti, 1984

La memoria del mondo - Italo Calvino Per mettere in evidenza i temi ricorrenti, sarà sufficiente fare riferimento all'ultima pubblicazione, che è una raccolta di 31 cosmicomiche.

Nella prima parte di Cosmicomiche vecchie e nuove si insegue il tempo ripercorrendolo a ritroso. Ecco quindi brevi storie dei primi organismi evoluti: pesci, dinosauri, uccelli (Lo zio acquatico, I dinosauri, L'origine degli Uccelli), per passare alla genesi e all'evoluzione geologica e geofisica del nostro pianeta (Senza colori, Il cielo di pietra, I meteoriti, I cristalli). Un capitolo a parte merita la Luna, la sua formazione e il suo speciale rapporto con la Terra e i terrestri (La molle Luna, Le figlie della Luna, La distanza della Luna, La luna come un fungo), per finire alla nascita del Sole, al suo destino finale e alle sue proprietà fisiche, come se fosse un dio capriccioso che è meglio conoscere bene (Sul far del giorno, Fino a che dura il Sole, Tempesta solare).

Nella seconda parte del volume, Calvino abbandona il sistema solare e il suo pensiero annega nel mar dolce delle galassie e della cosmologia. C'è bisogno di dirlo? Nella prima parte della raccolta il tema della nascita ha dominato in modo evidente, potrebbe andare diversamente nella seconda parte? Ecco dunque storie sulla nascita del cosmo, che danno voce a teorie contrapposte e incompatibili, come il Big Bang e la Teoria dello stato stazionario (Tutto in un punto, Giochi senza fine), ma che giocano anche sul destino futuro (Quanto scommettiamo, L'implosione) e con la struttura stessa dell'universo (Un segno nello spazio, Gli anni-luce, La forma dello spazio, Il niente e il poco).

Per la terza parte, Calvino inventa un nuovo nome: biocomiche. Senza venire meno al senso mitico, la materia del racconto diventa la biologia, in particolare la biologia cellulare (La spirale; Il sangue, il mare; Priscilla: Mitosi, Meiosi, Morte). Ancora un mito di nascita, questa volta tutto centrato sulla vita. Che prevede, come definizione di se stessa, anche la morte.

Raymond Queneau L'ultima sezione della raccolta è dedicata ai racconti deduttivi: affabulazioni cioè che prendono spunto dal mondo della logica matematica e della combinatoria. E in essi certamente è presente l'influenza di Queneau e dell'esperienza dell'Oulipo (Ti con zero, L'inseguimento, Il guidatore notturno, Il conte di Montecristo)

Dal complesso di questi racconti i temi dominanti, a livello mitologico, sono del tutto evidenti: il tema della nascita (della vita, dell'uomo, della Luna, della Terra, del Sole, dell'universo); il tema del cambiamento (l'evoluzione umana, il sistema Terra-Luna), che può essere visto anche come una variante del primo; e infine il tema della morte.

Del resto "anche Dante cercava attraverso l'opera letteraria di costruire un'immagine dell'universo. Questo è una vocazione profonda della letteratura italiana che passa da Dante a Galileo: l'opera letteraria come mappa del mondo e dello scibile, lo scrivere mosso da una spinta conoscitiva che è ora teologica ora speculativa ora stregonesca ora enciclopedica ora di filosofia naturale ora di osservazione trasfigurante e visionaria. (…)" (Due interviste su scienza e letteratura, Una pietra sopra, 1968).

I racconti deduttivi sembrano invece essere un ponte con l'attività che, all'epoca della pubblicazione della raccolta, era diventata centrale nelle opere di Calvino: l'applicazione del metodo alla descrizione del mondo.

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