Dossier

Piero Fogliati Poeta della luce

I laboratori didattici della mostra

LABORATORIO 1

L’OCCHIO E LA LUCE.

La luce è il mezzo per mettere in connessione l’occhio e il cervello è il motore della visione, dell’esperienza dei fenomeni che ci circondano nella quotidianità.

Le opere di Piero Fogliati come: “Macchina per produrre fantasmi”, “Rivelatore cromocinetico”, “Successioni luminose”, mettono in moto il cervello e guidano l’occhio a vedere la luminosità, a vedere il movimento, a vedere il colore, quindi ci danno strumenti per imparare a vedere anche la realtà di un’arte che si muove in parallelo con la scienza. Questi lavori ci insegnano a capire il mondo fisico che ci circonda. Il contatto diretto con le soprannominate opere—che verranno spiegate nei dettagli sia tecnici che estetici—ci permette inoltre di analizzare i temi più importanti della psicologia della percezione visiva e ci fanno comprendere quanto il nostro modo di pensare dipenda dal modo di vedere il mondo intorno a noi: I disegni- che verranno visti in mostra-- che Fogliati ha fatto per dare immagine a una “città fantastica”, dove tutti i disagi vengono annullati da invenzioni leonardesche, sono all’origine delle opere e ne sono la matrice concettuale, che dà loro un preciso contenuto, e al contempo non nasconde la possibilità di fare poesia con materiali tecnologici e immateriali come la luce.

MODALITA’: visita alla mostra con graduale introduzione ai temi sopra illustrati.

E’ possibile utilizzare anche schede commentate.

DURATA: 1 ora.

LABORATORIO 2

LE OPERE SONORE.

Il mito ci ha raccontato che le forme originarie artistico-religiose erano immagini acustiche, e che i primi uomini erano esseri trasparenti, luminosi e sonori. Il suono rappresenta l’Humus comune a tutti gli esseri e a tutte le cose, e la voce è quanto ci rimane della loro originaria sostanza musicale. Un grande artista e teorico del Novecento—John Cage-- ci ha detto che fare poesia consiste nell’introdurre la procedura musicale nel linguaggio. Fogliati, con la sua serie di installazioni sonore—“Anemofono”, “Liquimofono”, “Quartetto di latomie”—diventa il messaggero dell’anti-musica, echi si mondi sconosciuti o vicini a noi, perché l’ascolto del suono è presente in ogni evento, anche in quelli naturali. L’analisi di queste opere ci mette in grado di scoprire una musica liquida—dipende se nei tubi, che fanno da risonatori, viene introdotta acqua, olio, glicerina , o altro—oppure il rumore del vento che diventa scultura, o anche si sente respirare una macchina. La sensazione è di trovarci ad ascoltare un linguaggio sconosciuto che può sembrare un messaggio che proviene da lontano, o può essere l’espressione di un colore come avevano capito Kandinsky e Klee.

MODALITA': visita a questa seconda parte delle mostra, e analisi dei vari suoni, e delle forme da cui questi suoni nascono.

DURATA: 1 ora.

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