Dossier

Gli insetti sulla scena del crimine: a Torino indagini alla Kay Scarpetta

Ditteri e coleotteri di interesse forense

Gli insetti attratti da resti in via di decomposizione sono un numero molto ampio, ma i gruppi che giocano un ruolo attivo nel processo di decadimento sono in particolare due: i ditteri e i coleotteri.

dittero1. I ditteri

I ditteri (ordine Diptera, dal greco dis = due e pteron = ala) sono tra gli insetti più numerosi nella biosfera terrestre. Il ciclo di sviluppo di questi animali prevede una metamorfosi completa uovo-larva-adulto con grandi differenze strutturali ed ecologiche tra gli stadi giovanili e l'«immagine» (adulto), nella quale si trasformano dopo un periodo trascorso all'interno di una «pupa».

Le uova vengono generalmente depositate sul cadavere in siti con facile accesso alle cavità interne e con un certo grado di umidità (orifizi naturali del corpo): sono molto piccole e spesso concentrate in piccoli cumuli.

Le larve, che appaiono come piccoli vermetti bianchi, presentano almeno tre stadi di sviluppo, la cui distinzione è possibile grazie a particolari caratteristiche morfologiche osservabili con l'ausilio di un microscopio ottico. Inglobata una quantità sufficiente di cibo, le larve smettono di mangiare (larve in post-feeding) e generalmente si allontanano in cerca di un luogo sicuro dove «impuparsi», cioè dove costituire l'involucro (pupa) all'interno del quale avverrà la metamorfosi in insetto adulto. Lo spostamento delle larve in post-feeding può variare da zero a 50 metri; alcune specie si impupano direttamente sul pabulum mentre altre scavano nel terreno (Fuller, 1934; Norris, 1959; Turner, 1991): la conoscenza di queste abitudini diventa di estrema importanza durante il sopralluogo entomologico.

La pupa rappresenta lo stadio transitorio necessario per la metamorfosi nello stadio adulto. Il farfallamento dell'immagine (=adulto) ha una durata variabile compresa da pochi minuti a un'ora, sempre in dipendenza dalle condizioni ambientali.

Il regime alimentare di questi insetti si basa su una varietà molto grande di sostanze, dai prodotti della decomposizione al nettare fino al sangue, usato prevalentemente dalle femmine per il suo contenuto di proteine necessarie alla produzione delle uova.

I ditteri vivono in stretto contatto con l'uomo e costituiscono veicoli i trasmissione per infezioni e malattie anche negli animali domestici. La «miasi», in particolare, è un'infestazione cagionata da larve di ditteri a parassitismo obbligato o accidentale che per un tempo variabile si alimentano su tessuti vivi o necrotici dell'ospite, dei liquidi o degli alimenti ingeriti (Zumpt, 1965). Gli insetti «miasigeni» sono di grande importanza in entomologia forense perché la loro presenza su un corpo umano in vita è spesso sinonimo di incuranza nell'igiene: sono spesso gli anziani e i bambini (Pikles et al., 2005) a presentare questo tipo di parassitosi perché sono soggetti che dipendono da tutori, la cui affidabilità professionale può essere oggetto di indagine da parte del medico legale e dell'entomologo forense.

larve Da un punto di vista più criminalistico è interessante notare che, secondo alcuni medici legali, le lesioni prodotte dalla massiccia fuoriuscita epidermica delle larve in miasi potrebbero, se osservate su tessuti in avanzato stato di decomposizione (quindi in assenza delle caratteristiche ulcerazioni miasiche), assomigliare alle ferite prodotte da arma da fuoco con munizionamento "a pallini" (le cosiddette "rosate"). L'attenta analisi permetterebbe però di desumere la direzionalità dell'azione lesiva dai margini delle ferite, i quali saranno ovviamente rivolti verso l'esterno nel caso di pregressa miasi (Catts and Haskell, 1990).

L'attacco del cadavere da parte dei ditteri avviene piuttosto precocemente, appena l'iniziale odore della putrefazione diviene percettibile al sensibilissimo apparato olfattivo di questi insetti: la colonizzazione diventa pressoché immediata durante la stagione estiva, quando le emanazioni sono più forti ed è presente un maggior numero di ditteri attivi. Sebbene fortemente attratti dai prodotti della putrefazione, i ditteri sono capaci di colonizzare un cadavere solo se è accessibile e non sotterrato: bastano 2,5 cm di terra per impedire l'attacco delle specie dominanti tra i ditteri della prima ondata, con il conseguente rallentamento della decomposizione dei resti interrati (Lundt, 1964). Alcuni ditteri dei generi Muscina (famiglia Muscidae), Metopina e Conicera (famiglia Phoridae) sono in grado di colonizzare corpi sepolti, deponendo uova sul terreno in risposta alla presenza di liquami organici o all'emanazione di gas putrefattivi: le larve che si nutrono dei materiali presenti in superficie dopo aver raggiunto il secondo stadio possono penetrare lentamente in un terreno morbido e raggiungere la carcassa (Mégnin, 1894; Lundt, 1964; Payne, 1965; VanLoerhoven & Anderson, 1999).

I ditteri depongono generalmente in parti del corpo come narici, occhi, meati dell'orecchio, cavo orale, vagina e retto, zone che mantengono un certo grado di umidità e che facilitano l'accesso verso l'interno, ma l'eventuale presenza di ferite o lacerazioni può garantire una scelta più ampia. La dimensione del cadavere può limitare la disponibilità di cibo, quindi influenzare la sopravvivenza delle larve che si alimentano di esso e il numero di cicli che possono susseguirsi sul substrato. Ulteriori fattori che assumono valore fondamentale per il successo del completamento del ciclo vitale sono:

- la competizione intra ed interspecifica (cioè rispettivamente tra individui della stessa o di specie diverse) (Smith, 1986);

- i fenomeni di diapausa (interruzione dello sviluppo con durata temporale prestabilita) e quiescenza (interruzione dello sviluppo con durata dipendente dal ripristino delle condizioni ambientali favorevoli);

- le eventuali predazioni ed i parassitismi delle larve e delle pupe dei ditteri da parte di altri insetti (es. imenotteri).

La conoscenza del comportamento delle specie è indispensabile per l'analisi interpretativa della presenza dei ditteri e degli altri insetti sulla scena del crimine. L'attività, la competizione e la possibilità di questi insetti di bloccare il corso della loro crescita sono fattori determinanti per lo studio della biocenosi cadaverica al fine di stimare il PMI e altri parametri.

coleottero22. I coleotteri

I coleotteri (ordine Coleoptera, dal greco koleos = astuccio e pteron = ala) rappresentano l'ordine con il maggior numero di specie, costituendo il 40% di tutti gli insetti conosciuti. Sono caratterizzati dall'avere il paio d'ali anteriori sclerotizzate, dette "elitre", e il paio d'ali posteriori, se presenti, membranacee e ripiegate sotto le prime. Sono insetti che subiscono una metamorfosi completa, le forme larvali sono molto varie e le specie sono sovente di difficile determinazione. All'interno di quest'ordine si trovano molti gruppi d'interesse forense, ma a causa dei diversi ruoli giocati dalle varie specie di coleotteri non esiste un momento caratteristico in cui gli individui compaiono durante il processo di decomposizione. Generalmente tendono a colonizzare i cadaveri più tardi dei ditteri e la loro presenza è in numero più limitato.

I coleotteri possono nutrirsi direttamente del cadavere (Silfidi, Dermestidi, Nitidulidi e alcune Cleridi) oppure essere predatori di ditteri. A volte si trovano casualmente anche specie fitofaghe o polifaghe (specie che si nutrono di materiale vegetale o d'altra natura), ma queste non sono da considerarsi importanti ai fini medico-legali, a meno che la loro presenza non indichi uno spostamento del corpo da un ambiente all'altro. Nonostante i tempi di sviluppo di gran parte dei coleotteri siano meno conosciuti rispetto a quelli dei ditteri, il confronto con questi può servire a confermare o perfezionare la stima del PMI, definendo la finestra temporale al termine della quale le mosche hanno completato il ciclo vitale e abbandonato il cadavere (Bellussi, 1933).

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