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Daniela Domeniconi: ancora pochi gli italiani che si rivolgono ai centri specializzati

girovita Sono ancora troppo pochi gli italiani con problemi di sovrappeso o obesità che sanno che esistono sul territorio Strutture di Dietetica e nutrizione clinica alle quali rivolgersi per trovare un aiuto altamente specializzato. E sono ancora troppi gli italiani che, per veder calare l’ago della bilancia, bussano alla porta di centri estetici, specialisti improvvisati e venditori di illusioni. Il monito giunge da Daniela Domeniconi, già direttore della Struttura complessa in Dietetica e nutrizione Clinica presso l’Azienda Ospedaliera «S. Croce e Carle» di Cuneo.

Dottoressa Domeniconi, partiamo dalle definizioni. Che cosa si intende per Nutrizione clinica?

La Nutrizione Clinica è una branca specialistica della medicina finalizzata al mantenimento o al raggiungimento di un adeguato stato di nutrizione attraverso interventi preventivi, diagnostici e terapeutici. In ambito sanitario le Strutture di Dietetica e nutrizione clinica comprendono attività a livello ospedaliero, ambulatoriale e domiciliare e connettono in modo organico gli esperti di Nutrizione clinica con quelli di aree terapeutiche.

Qual è lo scopo delle Strutture di Dietetica e nutrizione clinica?

Garantire a ogni paziente attività specialistiche e di dimostrata efficacia, volte a prevenire e curare situazioni patologiche anche gravi legate allo stato di nutrizione. Le Strutture si occupano, inoltre, dei pazienti affetti da patologie croniche con interventi riabilitativi miranti alla ripresa dell’alimentazione orale e alla sua integrazione o sostituzione con nutrizione artificiale, in un’ottica di miglioramento dello stato nutrizionale e/o della qualità di vita. Effettuano, poi, interventi nell’ambito della malnutrizione ospedaliera e territoriale, sensibilizzando gli operatori sanitari e assistenziali, proponendo programmi di screening specifico e protocolli di trattamento. E, ancora, realizzano azioni di health promotion mirate alla collettività e ai gruppi target.

dietologoCome sono organizzate queste Strutture?

Presentano modelli organizzativi molto differenti a seconda delle aree del territorio nazionale. La loro stessa denominazione non è univoca, anche se quella corretta dovrebbe essere «Struttura di Dietetica e nutrizione clinica». Esistono, comunque, Strutture complesse, Strutture a valenza dipartimentale e Strutture semplici. La maggior parte è collocata all’interno delle aziende ospedaliere. Le prestazioni fornite e gli ambiti di intervento non sono uguali dappertutto, ma la cura dell’obesità è garantita nella totalità dei casi.

Le Strutture sono tenute in adeguata considerazione dalle istituzioni?

No, spesso le autorità sanitarie sottovalutano la specificità della Nutrizione clinica e quindi la necessità che ad attuarla siano specialisti del settore. Ma esistono notevoli differenze fra le Regioni.

Gli italiani si rivolgono a queste Strutture? Cosa chiedono e quali aspettative hanno?

Le rispondo con i dati di uno studio condotto sulla popolazione in sovrappeso e\o obesa che si è rivolta a 35 Strutture di Dietetica nel mese di aprile del 2000. Sono stati osservati poco meno di 2.000 soggetti, di cui il 60% obesi e il 12% obesi gravi (Bmi %3E 41). Il 70% dei pazienti aveva almeno una patologia associata all’obesità e il 32% ne aveva almeno due. Il 60% giungeva alle Strutture dopo più tentativi terapeutici fallimentari. Dai dati emerge che il ricorso alle Strutture è solo parzialmente corretto, dal momento che ad esse dovrebbero rivolgersi solo i pazienti complessi, che necessitano di una gestione specialistica, mentre il trattamento del sovrappeso e dell’obesità non complicata andrebbe gestito sul territorio.

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