Dossier

Gli insetti sulla scena del crimine: a Torino indagini alla Kay Scarpetta

Conclusioni e prospettive future

entomologi al lavoro Come evidenziato nei paragrafi precedenti, la precisa stima del PMI rimane il dato più indicativo dell'approccio entomologico alle indagini medico-legali. Molti aspetti però devono ancora essere approfonditi, a causa delle innumerevoli variabili esistenti, per dare piena dignità probatoria a uno strumento investigativo divenuto oramai irrinunciabile. Anzitutto formare le coscienze e le conoscenze del personale, che normalmente interviene sulla scena del crimine: annotare e documentare con precisione certosina le condizioni ambientali in rapporto agli stadi di decomposizione del corpo e all'influenza reciproca che possono esercitare sulla biocenosi cadaverica.

La conoscenza dell'etologia e della fisiologia degli insetti è inoltre ancora incompleta e contribuisce ad allargare lo spettro delle variabili: la lunghezza del giorno (fotoperiodo), le temperature ambientali e cadaveriche, la tendenza diurna o notturna all'ovodeposizione, i fenomeni di diapausa, competizione, parassitismo e predazione alterano drasticamente lo sviluppo dell'entomofauna (Amendt et al., 2004). Ma se a ciò si aggiungono situazioni d'isolamento fisico, occultamento (es. tramite materiali sigillanti), spostamento, esposizione ad agenti chimici e fisici (es. corpi carbonizzati), presenza di fauna non specializzata (formiche, ratti, altri mammiferi, etc.), seppellimento e immersione dei cadaveri, si comprende come l'interpretazione delle variabili diventi estremamente complessa. In particolare il ruolo dell'acqua nei fenomeni degradativi cadaverici e nella colonizzazione degli artropodi acquatici ha ricevuto finora scarsa attenzione da parte degli studiosi, sicché oggi non esistono modelli affidabili (Amendt et al. 2004). Nell'ultimo decennio, tuttavia, le conoscenze scientifiche si sono sempre più consolidate, così come l'esperienza derivante dall'applicazione a casi reali.

Per ciò che concerne l'approccio biomolecolare, il maggiore ostacolo consiste nella mancanza di dati genotipici dell'entomofauna italiana. Le banche dati genetiche per le specie d'interesse forense sono per lo più frutto di studi condotti su popolazioni di insetti nelle aree nordeuropee e americane e non possono essere applicate indiscriminatamente sugli esemplari campionati sul nostro territorio. Considerata l'elevata variabilità genetica e ambientale in campo entomologico, non sarebbe rigoroso estrapolare i dati in base a comparazioni che non tengono conto della tipicità del nostro ecosistema. D'altronde le valutazioni statistiche che ponderano l'unicità dei profili genotipici umani, ordinariamente utilizzate nelle nostre aule di giustizia, sono considerate attendibili grazie ai confronti con i consolidati dati genotipici riferiti ai differenti ceppi della popolazione mondiale. È quindi auspicabile, da parte dei nostri atenei, il potenziamento della ricerca di base in tale settore.

dna analisi 2 Moltissime speranze sono infine riposte nello sviluppo dei marcatori molecolari "RNA-based" (analisi dei trascritti mediante mRNA differential display) e proteomici (fattori della trascrizione) per l'identificazione univoca dello stadio di sviluppo dell'insetto (Ames et al., 2004). Ciò permetterebbe di velocizzare e semplificare notevolmente le attuali attività di laboratorio, producendo un risultato difficilmente "attaccabile" nel contenzioso penale. Infine è ipotizzabile che tra qualche tempo saranno sviluppati marcatori molecolari in grado di identificare, come per l'uomo, il singolo insetto, permettendo la tracciabilità di un dato esemplare lungo tutto i suoi cicli vitali.

La correlazione tra il cadavere e l'entomofauna mediante l'analisi del Dna umano presente all'interno degli artropodi richiede la predisposizione del laboratorio interessato per l'applicazione di metodiche estrattive "high-purity" e per le analisi in alta sensibilità. In un futuro prossimo l'analisi genotipica trarrà comunque notevole vantaggio dallo sviluppo della tecnologia dei microarray che permetterà, tra le altre cose, la tipizzazione del genotipo umano e dell'insetto con una singola analisi. Un limite notevole è, comunque, costituito dalla scarsa attenzione/conoscenza prestata a quest'approccio da parte di chi opera nel sopralluogo e dei medici legali in sede di autopsia (Gomes et al., 2006).

In conclusione l'entomologia forense rappresenta uno strumento investigativo e giudiziario indispensabile unitamente a tutte le altre branche della criminalistica. Lo sforzo umano ed economico impiegato da molti Paesi viene costantemente ripagato dalla risoluzione di casi giudiziari, soprattutto di quelli definiti "senza apparente motivo". In Italia tale studio è attualmente appannaggio di pochi ricercatori che, con estrema dedizione ed elevata professionalità, trainano la ricerca nel settore: a questi si stanno affiancando soprattutto negli ultimi anni le forze di Polizia. Le aule dibattimentali, notoriamente prudenti verso le "nuove esperienze", si stanno aprendo a questo nuovo mondo, contribuendo, con la casistica giuridica, a far emergere la necessità di impiegare le larve come "nuove fonti di prova".

Un autorevole scienziato forense diceva che «su una scena del crimine ogni "evidence" parla: sta alla capacità dell'operatore saper ascoltare» e il mondo degli insetti sicuramente rappresenta un coro che, almeno al momento, non sempre siamo in grado di apprezzare. «Era stata finora occulta la generazione di questo terribile insetto, e a me è toccata la sorte di scoprirla» (A. Vallisneri, 1733).

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