Dossier

Qualità dell’aria e inquinamento atmosferico

Biossido d'azoto

Il biossido di azoto si presenta sotto forma di un gas di colore rossastro di odore forte e pungente. Gli ossidi di azoto (NO, N2O, NO2 ed altri) sono generati in tutti i processi di combustione, qualsiasi sia il tipo di combustibile utilizzato.

Il biossido di azoto in particolare è da ritenersi fra gli inquinanti atmosferici maggiormente pericolosi, sia perché è per sua natura irritante, sia perché dà inizio, in presenza di forte irraggiamento solare, ad una serie di reazioni fotochimiche che portano alla costituzione di sostanze inquinanti quali l’ozono complessivamente indicate con il termine di "smog fotochimico".

Un contributo fondamentale all’inquinamento da biossido di azoto è apportato, nelle città, dalla combustione ad alta temperatura di idrocarburi, nelle industrie, negli impianti di riscaldamento e negli autoveicoli. L’entità delle emissioni, in quest’ultimo caso, può variare anche in funzione delle caratteristiche del motore e delle modalità di utilizzo dello stesso.

Solitamente l’emissione di ossidi di azoto, in modo particolare di biossido di azoto, è più rilevante quando il motore funziona ad elevato numero di giri (arterie urbane a scorrimento veloce, autostrade ecc.).

Danni alla Salute

Il biossido di azoto è un gas tossico, irritante per le mucose, responsabile di specifiche patologie a carico dell’apparato respiratorio con diminuzioni delle difese polmonari (bronchiti, allergie, irritazioni). Gli ossidi di azoto contribuiscono alla formazione delle piogge acide e favoriscono l’accumulo di nitrati al suolo che possono provocare alterazione di equilibri ecologici ambientali.

Rilevamenti

Il Biossido di Azoto (NO2) misurato nella provincia di Torino non rientra nei limiti previsti dalla normativa, le maggiori criticità si riscontrano nelle aree urbane dove non sono rispettati i valori limite per la protezione della salute umana.

L’analisi delle serie storiche relative alle concentrazioni di tale inquinante non ha evidenziato nel corso degli ultimi anni una marcata riduzione delle concentrazioni di biossido di azoto e la media annuale è ancora molto superiore al valore limite previsto dalla normativa italiana.

Concentrazioni NO2

In particolare, nell’ultimo anno si è rilevato un lieve aumento della concentrazione media annuale.

L’adozione di veicoli dotati di marmitta catalitica pur comportando un abbassamento della concentrazione del NO2, non risulta sufficiente a portare questo inquinante al di sotto dei limiti di legge. L’emissione degli ossidi di azoto è infatti, a carico oltre che degli autoveicoli, anche dei processi di combustione industriale e dei riscaldamenti domestici.

La diminuzione delle concentrazioni di questo inquinante dovrà rappresentare nei prossimi anni uno dei principali obiettivi per la tutela della salute umana e dell’ambiente.

Per rispettare sia il valore limite orario sia il valore limite giornaliero fissati per il 2010 si dovranno quindi adottare provvedimenti, per le aree urbane, che portino ad una riduzione delle concentrazioni di biossido di azoto in una percentuale variabile fra il 20% e il 50%.

Suggerimenti