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From Global Warning to Global Policy

Oltre 50 personalità provenienti da tutto il mondo si incontrano a Torino il 28 e 29 marzo per discutere di cambiamento climatico, crisi degli ecosistemi, consumi eccessivi e insostenibili di energia e risorse idriche.

Mikhail Gorbaciov, Premio Nobel per la Pace nel 1990, aprirà la conferenza internazionale “From Global Warning to Global Policy” che si terrà a Torino, presso la Fondazione CRT, in Via XX Settembre 31, venerdì 28 e sabato 29 marzo 2008 e alla quale parteciperanno circa 50 note personalità provenienti da tutti i continenti del mondo.

Gorbaciov, insieme ad Ashok Khosla, Co-Presidente del Club di Roma ed a Corrado Clini, Direttore Generale del Ministero Italiano per l’Ambiente, terrà inoltre una conferenza stampa a Torino, il 28 marzo, alle 12.30, per illustrare gli obiettivi ed i risultati attesi dell’incontro internazionale.

Mikhail Gorbaciov Organizzata dal World Political Forum (di cui M. Gorbaciov é presidente) e dal Club di Roma, la conferenza mira non solo ad analizzare le maggiori sfide che l’umanità deve affrontare nei prossimi anni, specie sul piano ambientale ma, soprattutto, ad indicare soluzioni possibili sul piano dell’architettura politico istituzionale delle azioni da prendere a livello mondiale.

La conferenza, "Da Allarme Globale a Politica Globale", si propone di trattare temi di grande rilevanza, come il cambiamento climatico, la crisi degli ecosistemi, il consumo eccessivo e insostenibile di energia, le devastazioni e la rarefazione delle risorse idriche. Pertanto, l’incontro analizzerà le conseguenze drammatiche del riscaldamento globale, che porterà a gigantesche migrazioni di rifugiati ambientali, causa di conflitti locali e regionali.

La povertà è un altro dei grandi temi che saranno discussi. Nonostante la “crescita” economica globale e la ricchezza del mondo, centinaia di milioni di persone sono intrappolate in una vita di povertà, privazione e esclusione. Milioni di persone nel mondo hanno beneficiato della globalizzazione, ma molti altri milioni sia dei paesi sviluppati che di quelli in via di sviluppo, non ne hanno avuto benefici. I Millennium Development Goals hanno potuto contare sull’appoggio di tutti i leaders del mondo, ma alla luce delle misure effettivamente prese finora, gli obiettivi fissati non saranno raggiunti.

Se l’attuale modello di “crescita economica”, basato sulla ricchezza individuale ed il consumo, così come sulla competitività tra i più forti per la conquista dei mercati mondiali, non sarà profondamente modificato ma, anzi, diventerà il modello applicato in un sempre maggior numero di paesi, le conseguenze ambientali, ecologiche e sociali saranno disastrose. Le tensioni saranno sempre più gravi nel campo religioso, culturale e economico.

Mohan Munasinghe Secondo i promotori della conferenza, il problema maggiore a livello delle soluzioni non sta nei limiti della tecnologia (essa é sempre più potente)o della finanza (i soldi ci sono e tanti). Il problema chiave sta nell’insufficienza delle regole mondiali accettate da tutti e nella debolezza delle soluzioni proposte sul piano delle istituzioni politiche mondiali capaci di far agire la comunità degli Stati, del mondo del business e della società civile internazionale per realizzare gli obiettivi comuni. La conferenza di Torino cercherà di dare risposta a questi problemi. In realtà,le prospettive di pace e sicurezza nel XXI secolo dipenderanno dalla nuova architettura politico-istituzionale mondiale che le classi dirigenti attuali saranno state capaci di promuovere e consolidare.

Partecipano Eddie Ayensu, Presidente del CSIR (Ghana), Alicia Bárcena, Sotto-Segretario ONU per il Management (Messico), Mercedes Bresso, Presidente Regione Piemonte e Co-Presidente del WPF, Corrado Clini, Direttore Generale del Ministero per l’Ambiente (Italia), Ashok Khosla, Co-Presidente del Club di Roma (India), Chai Szu Kiang, Preside della Facoltà per l’Ambiente all’Università di Pechino (China), Ruuds Lubbers, già Primo Ministro dei Paesi Bassi e membro dell’Earth Charter Initiative (Paesi Bassi), Federico Mayor, già Direttore Generale dell’UNESCO (Spagna), Mohan Munasinghe, Vice-Presidente dell’IPCC (Intergovernative Panel Climate Changes, l'ente che ha condiviso il Premio Nobel per la Pace nel 2007 con Al Gore), Claudio Puty, Segretario di Stato del Parà (Brasile), oltre a vari Membri della Commissione Temporanea sul Cambiamento Climatico del Parlamento Europeo.

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