Personaggi

Renzo Fubini (settembre 1904 - settembre 1944)

Piemontese, redattore della rivista dell'Associazione bancaria italiana, riuscì, grazie all'interessamento di Luigi Einaudi, a studiare ad approfondire i suoi studi dapprima a Londra e quindi ad Harvard. Ritornato in Italia insegnò in varie università italiane.

Renzo Fubini nacque a Milano il 30 settembre 1904 da genitori torinesi. Il padre, laureato in Giurisprudenza a Torino, era stato allievo di Salvatore Cognetti de Martiis e aveva collaborato al Laboratorio di economia politica nei primi anni della sua costituzione. Fubini compì gli studi superiori a Torino: frequentò il liceo classico Massimo D'Azeglio e poi, nell'ottobre del 1922, si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza. Si laureò con Luigi Einaudi nel luglio 1926. Nel novembre dello stesso anno venne assunto presso l'Associazione Bancaria Italiana succedendo a Raffaele Mattioli e a Virgilio Fenoglio nella redazione della rivista dell'Associazione bancaria italiana (ABI), fondata nell'aprile 1919 a Milano da Luigi Della Torre. Restò alla redazione della «Rivista Bancaria» fino a metà del 1929. Con l'appoggio di Einaudi, advisor per l'Italia della Rockfeller Foundation, ottenne una borsa di studio di perfezionamento post laurea grazie alla quale si recò presso la London School of Economics di Londra, poi presso la Columbia University di New York nel gennaio 1930, infine alla Harvard University. Rientrò in Italia nel settembre del 1930. Nell'autunno 1930 Fubini conseguì la libera docenza in scienza delle finanze e diritto finanziario all'università di Torino. Gli venne assegnato l'insegnamento di economia politica presso l'Istituto superiore di scienze economiche e commerciali dell'Università di Bari, prima come incaricato, poi, a partire dall'anno accademico 1932-33, in qualità di professore straordinario, dopo aver vinto il concorso di scienza delle finanze e diritto finanziario indetto dall'università di Messina. Nel dicembre 1933, Fubini divenne professore ordinario di Scienza delle finanze, e fu trasferito alla cattedra di scienza delle finanze e diritto finanziario dell'Università di Trieste, dove rimase fino all'ottobre del 1938, quando le leggi razziali lo costringono all'allontanamento. Rientrò a Torino e cercò, anche con l'aiuto di Einaudi, una collocazione all'estero, in Francia, Svizzera o Inghilterra, senza successo. Dopo l'8 settembre 1943 entrò in clandestinità, ma fu arrestato in seguito a denuncia anonima. Fu rinchiuso nel carcere di Ivrea, poi trasferito a Milano, quindi al campo di raccolta di Fossoli, nel modenese, da dove, nel maggio 1944, venne deportato ad Auschwitz, dove scomparve dopo il settembre 1944.

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